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Gare nazionali e
campionato italiano Master di discesa classica a Cuneo,
torrente Gesso,
22-23/5/2010

Sabato 22 e domenica 23
maggio il CusMilanoCanoa si è radunato in forze, sotto uno splendido
sole, sul bellissimo torrente Gesso, dove si è disputata la gara
nazionale di discesa classica, valida come campionato italiano Master.
Le solite contrattazione con le pazienti mogli, la ricerca della miglior
logistica possibile, e alla fine ci si è ritrovati, chi in anticipo, chi
in ritardo, al grande appuntamento.
Il Gesso è uno dei 2 fiumi
che delimita la città di Cuneo, e solo in questa stagione (nemmeno tutti
gli anni, a dire il vero) raccoglie le acque limpidissime del disgelo in
quantità tale da permettere ai canoisti una bellissima discesa di circa
20 minuti tra le rocce bianche, attraversando una bellissima campagna
verdeggiante piena di pascoli, sottomessa ad alte montagne, tuttora
ampiamente innevate.
Il Team Leader, l'allenatore
Paolo Pellegrini, è arrivato già venerdì sera insieme a Ilaria Riva sul
Nissan Terrano del nostro club, trainando un carrello pieno di
imbarcazioni, mentre Alessandro Leonori, Gianpiero Rossi, Lorenzo
Molinari ed il tesoriere Enrico Raimondi (in veste di fotografo,
autista, cameraman, filosofo) sono arrivati nella tarda mattinata del
sabato. Immediatamente i nostri prodi sono scesi in acqua, provando
diverse volte il fiume ed effettuando delle bellissime riprese video
(che verranno pubblicate appena possibile).
La domenica, giorno della
gara, è arrivato dalla Liguria il nostro Direttore Pescalli, e alla
squadra si è aggiunto anche Antonio Franchini.
La competizione ci ha regalato discrete soddisfazioni, con il secondo
posto di Molinari nei Master B e di Ilaria Riva in categoria Senior
femminile, il terzo posto di Pellegrini nei Master E, seguito da Rossi
in 4' e da Pescalli in 6' posizione, il primo posto (nonchè
titolo italiano) del trio Pellegrini-Pescalli-Rossi in gara a squadre
Master E. Antonio Franchini ha chiuso in 5' posizione tra i Master D,
mentre Alessandro Leonori è arrivato sesto nella difficile categoria
dei Master B maschile, registrando però il miglior tempo della squadra.
Infine, la squadra Leonori-Franchini-Molinari si è classificata seconda
tra i Master B.
Al gruppo si è aggregato
Dario Marchi, promettente canoista ligure, anch'egli trapiantato da
tempo a Milano, il quale, con grande soddisfazione da parte di tutti
noi, ha annunciato di voler entrare a far parte del sodalizio a partire
dal prossimo anno.
Una riunione goliardica di
appassionati fiumaroli, che ha goduto appieno delle bellezze della
natura.
Clicca sulle foto per
ingrandirle.

il team
leader, Paolo Pellegrini |

campagna e
montagne ancora innevate |

l'arrivo |

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relax tra una
prova del fiume e l'altra |

l'acqua
cristallina del Gesso |

Lorenzo
Molinari e Alessandro Leonori |

Alessandro
Leonori all'imbarco |

Gianpiero
Rossi e Alessandro Leonori all'imbarco |

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Lorenzo
Molinari |

Rossi e
Leonori provano il fiume |

Alessandro
Leonori |

Lorenzo
Molinari |

Dario Marchi:
prossimo acquisto nel 2011 |

Paolo
Pellegrini allo sbarco |

Ilaria Riva |

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Paolo Pescalli
in manovra |

Leonori sbarca |

Ilaria Riva |

il Direttore
Paolo Pescalli |

gara a
squadre: Molinari-Leonori-Franchini |

Antonio
Franchini in gara |

gara a
squadre: Pescalli-Pellegrini-Rossi |

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la premiazione
alla sede del Cuneo Canoa
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Gianpiero
Rossi, Ilaria Riva, Lorenzo Molinari,
Dario Marchi,
Alessandro Leonori |

Ilaria Riva
seconda |

Dario Marchi
secondo |

Pellegrini
(terzo) si complimenta col vincitore |

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Lorenzo
Molinari secondo |
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Di seguito, il commento
alla 2 giorni sul Gesso di Lorenzo Molinari.
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Sulle
limpide e non difficili acque del fiume Gesso (CN), in una
cornice di alte montagne innevate, si sono disputati i
Campionati italiani master e ragazzi di discesa classica e gare
nazionali per altre categorie.
La partecipazione non è stata numerosa, molte le assenze
soprattutto tra gli atleti meno in luce. D'altronde questo sport
è ormai da anni in lento declino, a causa del costo e della
fragilità dei materiali necessari per competere, che
rappresentano un grave ostacolo per i giovani e non solo che
desiderano cimentarvisi. Si assiste, infatti, ad un progressivo
spopolamento ed invecchiamento degli atleti che praticano
agonismo fluviale nell'ambito della FICK-CONI e, di converso,
una sempre maggiore popolarità tra gli sport fluviali
competitivi e non competitivi su tratti di fiume d'alto corso,
ben più spettacolari e avvincenti. Mi riferisco al rafting, all'hydrospeed
e alle discese con canoe in polietilene di basso costo, di
difficile rottura, anche quando il canoista è un principiante, e
che garantiscono una sicurezza maggiore.
Ormai nelle competizioni tradizionali organizzate dalla FICK
paradossalmente la cosa più difficile è tornare a casa senza
aver vinto una medaglia, e ciò a causa del trascurabile numero
di partecipanti e delle tante categorie per sesso, per fascia di
età e per tipologia di canoa (canadese singola, canadese doppia,
kayak). Numerose sono infatti le medaglie che vengono assegnate
in competizioni con meno di quattro partecipanti!
Così è stato anche per i nostri atleti: tutti sono stati
premiati con almeno una medaglia, nonostante le mediocri
prestazioni di molti, me compreso, in termini di distacco dal
più forte di medesima fascia di età (e nel mio caso un onesto
confronto andrebbe fatto con Marino Capuzzo, come me del '60,
vincitore dei Master B, e non con il vincitore dei Master D).
D'altronde in Italia si sa, tutti sono presidenti o direttori di
qualcosa, non si rinuncia il titolo di "Dotto" a nessuno e siamo
tutti campioni in qualche disciplina (ruzzola e scaracchio
compresi).
Faceva effetto il tavolo di fianco al podio prima che avessero
inizio le premiazioni: giaceva una montagna di medaglie il cui
numero era di gran lunga superiore al numero degli atleti
partecipanti.
Al di là delle medagliette, ci siamo divertiti, abbiamo
condiviso due giorni di prove e gare, abbiamo dato il meglio di
noi e nella più totale correttezza verso i nostri avversari, e
abbiamo tenuto alti i colori del CUS.
Questa manifestazione, in particolare, ha visto la
partecipazione del nostro presidente Paolo Pescalli e del nostro
tesoriere Enrico Raimondi. Il primo ha dato dimostrazione
sfrecciando lungo le veloci acque e partecipando gloriosamente
alle competizioni, il secondo ha provveduto insieme a Paolo
Pescalli all'organizzazione e alla non facile logistica della
squadra.
Ma il più bel risultato che abbiamo ottenuto è stata la
decisione di Dario Marchi, atleta appartenente ad un altro
circolo dell'Idroscalo, di entrare a far parte della nostra
squadra: ulteriore dimostrazione che siamo un gruppo di amici e
di appassionati, uniti non solo dallo sport della canoa ma anche
da comuni ideali sul come vivere lo sport e la natura.
Nella speranza che la Federazione internazionale di canoa e
kayak prima o poi si decida e rivedere i regolamenti, per
rendere lo sport agonistico della canoa fluviale più attrattivo,
meno costoso e più spettacolare, in modo da riportarlo alla
gloria degli anni '70-'80, vi invito a partecipare numerosi alle
gare, indipendentemente dal livello competitivo: il fiume è per
tutti, bravi e principianti (è ovvio che quanto ho appena
affermato sia di facile contestazione, probabilmente in quegli
anni la federazione italiana e mondiale totalizzavano un numero
minore di iscritti rispetto ad oggi, ma i numeri sappiamo bene
che non sono rappresentativi della realtà).
Lorenzo Molinari |
Le considerazioni del
Direttore Paolo Pescalli:
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...prima
di tutto benvenuto a Dario, se ha deciso di unirsi a noi vuole
dire che, a parte alcune "sbavature", siamo sempre, come dice
Lorenzo, un bel gruppo di amici, pronti a sbattersi in acqua al
primo mulinello di corrente che incontriamo... quindi, Grazie
ancora e vedi di remare e di smuovere quelle due chiappe
bianchicce che devi solo imparare a stampare sul sedile di una
canoa e non a gongolare davanti ad un computer...
Grazie a Leonori che mi ha pungolato a tal punto da rendere
indispensabile la mia presenza in squadra
Grazie Pellegrini senza il quale la mia vita sarebbe solo un
ripetere di giorni e di notti: con lui invece non so mai che ore
sono, dove sono, come mi chiamo e cosa sto facendo, e che
soprattutto la notte è solo un giorno senza luce e che quindi
non c'è motivo per non vivere o scendere un fiume al buio...
Per Molinari,
capisco la sua cocente delusione ed il patetico tentativo di
sminuire i risultati di chi, cronometro alla mano, ha dato
contributi ben più significativi di quelli della "squadretta" da
lui capitanata...li vedo come avvoltoi, ora, girae famelici
attorno a quello che lui chiama un mucchietto di medaglie e di
titoli da attribuire...la Volpe e l'Uva...
Io personalmente dopo quaranta e più anni che remo, finalmente,
anche se snobbato da altri, ho il pezzo di carta da appendere al
muro con scritto Campione d'Italia... i miei figli non l'hanno
neanche considerato... certo a ben guardare, categoria E, a
squadre...Master, cioè Veterani
ovvero poveri vecchi...si uno dei trecento titoli e poi in tre
sul Cesso, no non su quello sul Gesso fiumiciattolo di terza
categoria...
Calma, calma...uomini, qui è il Vecchio Pesca che parla, ho
gareggiato per non mancare la parola d'onore data a Pellegrini,
ho indossato, come sacra reliquia, il casco da minatore di
Emilio Pellegrini, la "Roccia" sempre accanto a noi sul fiume
nello spirito e nel DNA trascendentale del figlio Paolo il mio
inseparabile amico e compagno di 1000 avventure
...un mucchietto di medaglie ...ora io vi dico, andatele a
prendere se è così facile...
Trovate tre cinquantini in tutta Italia che sappiano stare in
piedi sul "fiumiciattolo", allenateli, incitateli, pungolateli,
prendete un Terrano, attaccategli un carrello e caricatelo di
canoe, scoprite su una cartina geografica il nome di un fiume,
riconoscetelo poi dal vivo in loco, studiatelo (dunque amatelo)
percorretelo, provatelo...gareggiatelo...certo tutto
facile...tutto difficile...altri scendeva il Sesia in tre in 24
ore,
noi si gareggiava, contro il fiume, i compagni, le onde, il
tempo...andando in canoa si ha l'illusione di essere immortali,
domani, dopodomani, la settimana prossima, ci sarà un altro
fiume da provare, una gara da fare, una squadra dea mettere
assieme, un carrello da caricare una canoa da aggiustare...amici
da incontrare...acqua che cola dal casco,magliette
bagnate,pacche sulla schiena, risate, una focaccia da dividere
...un mucchietto di medaglie da sognare...
Paolo Pescalli "il Pesca" assieme a Giampiero Rossi "Red" e a
Paolo Pellegrini "Capitain Paul"
Per il CUS Milano
Campioni Italiani, K1 squadre, Categoria E Maschile, Fiume
Gesso, Cuneo, 23 maggio 2010 |
La replica di Lorenzo
Molinari:
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Sempre
affascinanti le relazioni di Paolo, che sanno descrivere e
immedesimare il lettore nell'atmosfera romantica delle nostre
discese fluviali.
La mia relazione non intende però sminuire i risultati
agonistici di nessuno in particolare, anche se di molti (di
qualunque team) in generale.
L'unico preciso riferimento in cui viene sminuito un risultato è
proprio il mio secondo posto nella discesa individuale, e non
credo che sia un patetico tentativo quello di sminuirlo,
piuttosto potrebbe essere patetico il mio tempo di gara.
Ritengo che la FICK dovrebbe applicare i regolamenti senza
deroghe e indugi, così da non assegnare titoli e medaglie né a
me né a tanti altri, non solo quando i distacchi superano la
decenza, ma anche quando la partecipazione ad una gare è
inferiore ad un certo numero (ad esempio 3) o quando il tempo
del primo è comunque oggettivamente ridicolo (e potrei elencare
più criteri con cui stabilire una metrica sufficientemente
oggettiva).
Di cinquantenni che sanno stare in piedi in canoa su un fiume
come il Gesso, a dire il vero, ce ne sono a decine, basta andare
una domenica sul Sermenza o sul Mastallone, fiumi assai
impegnativi, per rimanere stupiti della quantità di canoisti di
ogni età che scendono con disinvoltura questi torrenti.
Molti di questi cinquantenni, pur non essendo molto allenati,
non sfigurerebbero di certo alle gare della FICK, visto il
livello medio degli atleti federali, e riuscirebbero a vincere
medaglie senza problemi, considerando le numerose medaglie non
assegnate per mancanza di partecipanti alle singole gare, specie
quelle a squadre e in canadese. Non gareggiano perché non sono
interessati a questo genere di competizioni, giustamente ognuno
si diverte come vuole, chi a fare gare o garette a livello
agonistico o pseudo agonistico e chi a scendere fiumi impetuosi
o non impetuosi a livello amatoriale.
Comunque finché la Federazione metterà al collo le medaglie, al
di là che vi siano medaglie più o meno combattute, queste non
sono certamente rubate e quindi sono meritate, al di là anche
delle prestazioni atletiche espresse.
Quindi, onore a tutti noi del CUS Sezione Canoa, tutti campioni
o vice campioni italiani di canoa, e onore a tutti i medagliati
delle altre squadre, in altre parole onore a tutti i
partecipanti alle gare in quanto più o meno tutti medagliati,
per quanto ribadisco che a logica ad una manifestazione di
Campionato federale dovrebbero portarsi a casa la medaglia solo
una minoranza dei partecipanti e non la quasi totalità, per non
svilirle a medagliette di partecipazione, visto che scopo
principe della FICK è l'agonismo, non la canoa amatoriale, e
quindi il riconoscimento dei meritevoli a livello agonistico e
non per il romantico approccio con cui scendono i fiumi.
Grazie a tutti delle due bellissime giornate trascorse insieme
in canoa e grazie ad Alessandro per l'ampia disponibilità in
tutto, anche alle mie caustiche considerazioni, che accoglie
sempre sorridendo e a cui risponde in modo altrettanto caustico.
Alle acque, Lorenzo |
La conclusione di Paolo
Pellegrini:
L'importante è essere nel momento
giusto e nel posto giusto. E' vero che i nostri atleti iscritti
alle gare sul "Gesso" erano condannati da tempo a vincere una
medaglia di qualunque colore essa sia. Così è stato il loro
destino. Ma l'onore delle armi va anche ai vinti. Voltiamo
pagina, ora altre sfide ci aspettano. Teniamo alte le nostre
pagaie nel vento per fendere l'onda con sempre maggiore ardore,
e chi ci sarà vedrà.
Inchalla!
Capitaine Paul. |
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