23/6-1/7/2012. Downriver worlds championships in La Plagne (FRA).20/5/2011. Augsburg 2011 world sprint championships.8-13/6/2010. Sort 2010 world championships.6/7/2010. Wildwater expedition in Buochs (Switzerland).8/3/2010. Another historical video.21-28/6/2009. Alessandro Leonori at the WW Europeans 2009.27/4/2009. The past.28-29/3/2009. International competitions on Enza river.26/1/2009. Snow, snow, snow at Idroscalo lake!30-31/8/2008. A successful expedition in Erstfeld (SUI).

FORUM (contents in Italian)

"Divisa sociale obbligatoria: favorevoli e contrari"

26/7/12 - Alessandro Leonori scrive:

Ciao a tutti, finalmente si fa chiarezza in merito alle quote annuali di iscrizione 2013, che verranno pagate a settembre, e al discorso della divisa sociale!
La divisa sociale (pantaloncino+Tshirt) sarà obbligatoria per tutti gli agonisti, che dovranno acquistarla al momento dell'iscrizione e indossarla alle gare. Ad alcuni non verrà fatta pagare, come indicato di seguito.
Come da proposta di Cibra e Rega, è stato deciso di non far pagare la divisa agli ATLETI UNIVERSITARI E ATLETI UNDER 18, che però devono ovviamente essere presentati dal loro istruttore come idonei a fare gli agonisti. Gli atleti esentati dal pagamento della divisa pagheranno quindi (salvo altri sconti) 200 euro.
Cibra e Rega avevano anche proposto di dare la possibilità di scegliere, all'atto dell'iscrizione dell'atleta, se pagare contestualmente la divisa oppure acquistarla in un secondo momento ad un prezzo maggiore (esempio a 50 euro invece di 40) dato che devono indossarla comunque in occasione delle gare. Ma così facendo si complicano eccessivamente le procedure senza dare particolare utilità, pertanto, sentite le opinioni mie, di Debora De Pasquale, Enrico Raimondi e per ultimo di Paolo Pescalli, si è deciso a maggioranza che, esclusi gli esentati del punto precedente, gli ATLETI dovranno all'atto dell'iscrizione pagare subito la divisa insieme alla quota (quindi 200+40=240 euro).
Riguardo alla divisa, il pantaloncino che vedete (allegato 1) è quello che propongono i fornitori, con il loro blu predefinito. Se "imponiamo" il "nostro" blu ci viene a costare quasi 10 euro in più cadauno. A maggioranza, i dirigenti hanno convenuto di adottare il blu del pantaloncino del fornitore dell'allegato 1 (che è bello e si avvicina comunque al nostro) sulla nostra maglietta (allegato 2).
La maglietta costa 20,21 euro IVA compresa
Il pantaloncino costa 18,82 euro IVA compresa
TOTALE DIVISA 39,03 euro IVA COMPRESA (arrotondato per comodità a 240)
Quindi, a partire da settembre, al momento dell'iscrizione degli atleti, il loro istruttore di riferimento (colui che li dichiara idonei per fare gli agonisti), dovrebbe gentilmente fagli compilare, oltre al solito modulo di iscrizione del CUS centrale, anche questo foglio (allegato, per ora solo prototipo: si accettano suggerimenti per migliorarlo) dove si indicano i propri dati e la taglia della divisa. Questo foglio resterà sempre dentro al cassettino della Sezione Canoa, e verrà aggiornato ad ogni iscrizione. A ottobre, e poi periodicamente nel corso dell'anno, mi occuperò di raccogliere questi dati e ordinare le divise.
Questo foglio verrà aggiornato per le iscrizioni di TUTTI gli atleti, sia nuovi che vecchi, sia quelli che pagano la divisa che gli esentati.
Per i turisti la divisa sarà facoltativa, e potranno ordinarla sia al momento dell'iscrizione che successivamente (in quel caso compilano il foglio anche loro).
Seguirà email a tutti i soci nei prossimi giorni. Inoltre, lascerò al personale della segreteria del CUS un foglio in cui, in maniera semplice e chiara, verrà riassunta la procedura da seguire per le iscrizioni.
Ringrazio in anticipo per la collaborazione da parte di tutti, in particolare degli istruttori!
Saluti.

26/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

DIVISA: come dice la parola stessa la divisa DIVIDE anziché unire, separa noi dagli altri - per questo sono contrario alle divise a meno che non vi sia una reale necessità.
Mentre posso comprendere i motivi che spingono a indossare un body o una divisa in gare di velocità, anche se in realtà il regolamento NON lo prevede, sono del tutto contrario all’uso di divise fuori dall’effettivo momento di gara. Capisco il cameratismo che spinge a voler indossare tutti la medesima divisa, ma non si può imporre a nessuno di mettersi brachette e magliettina del CUS per pascolare dopo le gare. Forse per una squadra giovanile può avere un senso, almeno l’accompagnatore individua il team nella massa o può avere un senso per una squadra nazionale o di professionisti, così come per pompieri, medici ospedalieri o militari, quando in servizio devono essere riconosciuti necessariamente.
Oltretutto sui fiumi spesso fa freschino, di conseguenza difficilmente si gira in pantaloncini e maglietta, o tale divisa è stata studiata per essere indossata la notte come pigiama, ma non so quanto possa essere gradita dal gentil sesso, ho i miei dubbi che i colori del CUS favoriscano successi in tal senso.
Quindi non comprerò alcuna divisa del CUS come più volte ho già affermato, dispongo di una maglietta e una canotta del CUS da indossare per le eventuali premiazioni e da prestare a chi non l’avesse.
Inoltre propongo che la quota sociale anziché aumentare di 50€ per la divisa, scenda di 50€ e che non siano rimborsate spese per ristoranti, alberghi, carburante e autostrada agli atleti, escluso il carburante-autostrada se si viaggia con i mezzi del CUS.
Infine, per essere anche un po’ patetico, in un momento di crisi come questo è vero che 50€ non sono tanti, ma è anche vero che per uno come me praticamente disoccupato da alcuni mesi, che spende per mantenere la famiglia ben più di quanto guadagna ogni mese (550€/mese!) gettare 50€ in maglietta del CUS non è cosa sensata.
Po, diciamoci la verità…., è altrettanto patetico voler mettere tutti in divisa, quarantenni e cinquantenni che siamo!
Che ne dite se prendessimo anche cappellino con girandola e trombetta verdi e blu?
…lasciamo che acquisto e uso della divisa siano facoltativi.
Grazie, Lorenzo

26/7/12 - Enrico Raimondi scrive:

Caro Lorenzo,
Rispondo alla parte che riguarda più direttamente quello di cui mi occupo, sul resto si aprirà immagino un forum di discussione in cui ognuno dirà la sua.
<...e che non siano rimborsate spese per ristoranti, alberghi, carburante e autostrada agli atleti, escluso il carburante-autostrada se si viaggia con i mezzi del CUS.>
Questo già avviene, secondo la regola che ci siamo dati nessun rimborso è previsto per ristoranti e alberghi, mentre carburante e autostrada sono rimborsati solo per i mezzi sociali, ad eccezione dei casi in cui è dimostrata l'effettiva necessità (ad es. se si è in 10 e il pulmino porta 9 persone, oppure se uno slalomista va fare una gara ed è da solo o in due, come a volte succede...), e solo per le gare riconosciute di interesse CUS, che sono state stabilite ad inizio stagione e il cui elenco è consultabile sul nostro sito. In ogni caso questi rimborsi sono espressamente autorizzati (da me) e non mi sembra che quest'anno abbiamo mai deviato da questa linea.
Questo mi premeva puntualizzare perchè è un aspetto a cui anch'io tengo molto.
Ciao, Enrico

26/7/12 - Daniele Vimercati scrive:

Sulla divisa, portroppo sono d'accordo con Lorenzo.
Come ho avuto modo di dire personalmente solo ad Alessandro, non condivido l'obbligo di comperarsi la divisa di tasca propria e di doverla pure indossare quando "comandato". Il mio pensiero e':
opzione 1- se la divisa me la compero io, decido io quando metterla. Come in uno stato di diritto.
opzione 2- se la divisa mi viene fornita dalla sezione, senza sovrapprezzo sulla quota sociale, allora decide la sezione quando la devo indossare. Come al servizio militare.
L'opzione 3- Mi devo pagare la divisa e la devo mettere quando me lo "comandano". Non mi sembra molto equa.
L'opzione 4- C'e' chi si paga la divisa e chi la ottiene di straforo "aggratisse" e poi c'e' chi la mette e chi non la mette alle gare/raduni..... Mi sembra ancor meno equa.
Per quanto mi riguarda quindi, o l'opzione 1 o l'opzione 2.
Questo il mio pensiero,
saluti,
Daniele.

26/7/12 - Massimo Cialfi scrive:

Io sono favorevole al cappellino verde e blu con girandola e trombetta! Per la trombetta sono disponibile a fare corsi di iniziazione e di perfezionamento (penso di averne le competenze). L'uso della trombetta può essere di molto aiuto come supporto nel finale di gare, basta organizzarsi un gruppi. Sono aperto a vari stili, dal medioevo al blues. Nel caso di obbligo ad indossare una divisa sociale diviene gioco forza marcette militari. Alcune metà ottocento non sono niente male, musicalmente parlando.
Per la girandola si può fare una indagine, A quello che più gli girano sarà nominato istruttore in capo. Purtroppo in questo modo il gentil sesso viene di fatto escluso, non vorrei mai ci fossero delle rimostranze in tal senso.
Nel caso si aumentasse anche quest'anno la quota sociale si dovrebbe assolutamente prendere contatto con l' attuale presidente del consiglio Monti. Dal suo entusiasmo che ne deriverà ne otterremmo sicuramente degli encomi solenni e fama imperitura. Sovvenzioni e palanche la vedo un po' dura.
Saluti a tutti, Massimo.

26/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

Grazie Enrico per avermi illustrato i criteri relativi ai rimborsi delle trasferte, non sta a me deciderli, ma credo che al CUS interessi sapere se i soci li approvino o meno e, per quel che mi riguarda, sono totalmente concorde con quanto da te esposto.
Lorenzo

26/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

Concordo con te, Daniele, sull’opzione 1, sulla 2 invece, non essendo io al CUS per obbligo di leva, anche se la divisa mi fosse regalata non la indosserei a comando, ma solo quando più mi aggrada o nelle circostanze in cui mi sentirei di rappresentare il CUS, pertanto mi verrebbe spontaneo indossarla durante gara, premiazioni, consigli di gara o altri eventi ufficiali.
Attenti! Rompete le righe! Lorenzo

Assolutamente da pubblicare sul sito del CUS!
Mi sto sbellicando ancora adesso!!!

27/7/12 - Alessandro Leonori scrive:

Le opinioni di ognuno sono assolutamente rispettabili, e forse il mio messaggio è suonato come eccessivamente burocratico e forse antipatico!
A Lorenzo dico che la DIVISA SOCIALE forse divide, ma la TENUTA SOCIALE tiene uniti, non è brutta come un pigiama, non è eccessivamente costosa e, come fanno TUTTI i club in Italia e all'estero, viene indossata in occasione delle premiazioni e, perchè no? durante tutta la giornata della gara. Questo per manifestare il proprio senso di appartenenza a una squadra, sempre che uno questo senso ce l'abbia.
E' vero che il mio messaggio può suonare come una antipatica costrizione, e va a finire sempre così quando si cerca di mettere nero su bianco delle regole o perlomeno stabilire degli "usi" per la squadra.
Vero è che in nessun club che va a fare gare sentirete mai parlare di atleti "costretti" a indossare la divisa, al contrario lo fanno tutti con piacere. E vero è che se qualcuno di noi decide di non comprarla e/o non indossarla alle gare, vanifica lo sforzo degli altri compagni di squadra che invece, come accade in TUTTI i club, la divisa la mettono.
Non dimentichiamo che gli agonisti hanno diversi benefici (rimborsi viaggio e tasse gara, rimessaggio canoe, accesso alla palestra), pagano meno dei turisti, e il nostro club ci tiene ad un minimo di decoro, senza voler togliere lo spirito zingaresco che ci caratterizza, quindi credo che adeguarsi a questa richiesta non sia proprio una cosa dell'altro mondo. Si sta anche facendo lo sforzo economico di regalare la divisa agli universitari e Under 18, ma non si può fare per tutti.
Ripeto, in qualunque club voi andiate, è perfettamente normale!
Quindi, scherzi a parte, vorrei modificare il senso del mio messaggio in modo che suonasse come un caldo invito ad acquistare la divisa.
Non la volete comprare? A settembre vi iscrivete facendo un bonifico di 200 invece di 240? Ok, non avrete la divisa, la potrete comprare in un secondo momento (complicando la vita a chi deve raccogliere le ordinazioni, le misure, ecc.), magari pagandola un po' di più. Non volete comprarla neanche in seguito? Alle gare vi presenterete con la canotta sdrucita con scritto CUS con la pretesa che sostituisca la divisa ("tanto c'è scritto CUS"), ma secondo me, se vi capiterà di salire sul podio accanto ai vostri compagni che la divisa ce l'avranno, non sarà nient'altro che un gesto scortese nei loro confronti, perchè magari loro ci tengono.
Se poi le gare non le fate proprio, allora è un'altra questione: iscrivetevi direttamente nei turisti e il problema è risolto.
Ripeto, non si può "costringere" nessuno. Se a settembre vi presentate con un bonifico da 200, nessuno vi chiuderà la porta in faccia, ma magari il buon senso, la passione e il senso di appartenenza alla squadra forse vi farà cambiare idea e vi farà mettere a budget questi 40 euro in più, che non sono a fondo perduto, non è un aumento stile governo Monti, ma vi danno una cosa in più.
Alessandro

27/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

Caro Alessandro,
comprendo il significato della tua mail, così come so lo spirito e l’entusiasmo che ti anima nel mondo della canoa, molte cose che dici le condivido come da mia mail precedente. Ad esempio, indossare la “tenuta” sul podio (spiazzante questo tuo passaggio da divisa a tenuta!) trovo sia un segno di rispetto verso il CUS e gli altri atleti che vengono premiati, ma come TU ben sai, per TUA esperienza, salire su un podio della canoa è un fatto eccezionale, nonostante l’alacre impegno giornaliero che esprimi nella voga, a causa del grandissimo numero di partecipanti e del loro livello, e lo scrivo non per sminuirti, sai bene come anche per me l’ipotesi del podio sia sempre stata assai lontana e poco realistica, un miraggio da sempre spasmodicamente ambito ma oltremodo irraggiungibile!
Tuttavia, ben vengano magliette, mutandoni, girandole e trombette, con libertà di comprarli e indossarli, cercando però noi tutti di salvaguardare l’identità e l’onore del CUS, specie nelle occasioni e cerimonie ufficiali.
Tuo Caustico
P.S. Noleggio completini unisex sbarluccicanti per sagre e feste carnevalizie, dispongo anche di maschere leonoriane in espressione di sforzo da tenuta pre-cacometro

27/7/12 - Paolo Pescalli scrive:

...essendo stato all'epoca con Molinari uno "zingaro dei torrenti" non posso che condividere il suo pensiero,per la cronaca il mio parere favorevole è stato solo quello di offrire la "divisa" gratuitamente ai meritevoli,su giudizio dei Referenti le attività.
Non di obbligare tutti ad acquistarla e/o ad indossarla
Stop
Capisco lo spirito costruttivo e propositivo di "bandiera" e di "gruppo" di Leonori, che si può consolidare con una tenuta sportiva o forse anche con una magletta/canottiera.
Comunque per rendere più chiaro il mio pensiero vi rimando alla visione del film
"Diaz".
Aggiungo che per le reiscrizioni questo settembre,così volute dal CUS, si prevedono già molto complesse e quindi anche le proposte di rateizzare o frazionare il pagamento per quota 2013 o divisa o quanto altro non può aver luogo. Considerate poi che l'accesso avverrà con tessera magnetica e pagamento posteggio per le auto e quindi al primo di ottobre 2012 PER FORZA tutti in regola,
no quota, no entry, no pagay...
Saluti sportivi da Bobbio, il Trebbia è in secca ma è pur sempre bello!!!
PP

27/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

Da buon disoccupato al 75% mi preme capire quale sia l'effettivo esborso per frequentare il CUS, perché quando i dindi mancano ahimè le scelte non sono solo dettate dall'affetto e simpatia, come è per tutto il gruppo della sezione della canoa, ma anche da fattori che riguardano la mera convenienza economica e, se ho letto bene, dal prossimo hanno:
- l'acquisto del divisa non sarà obbligatorio
- la quota d'iscrizione per gli atleti sarà di 200€ per 12 mesi, da versare a inizio settembre
- la visita agonistica spero rimanga 70€ o giù di lì
- IL PARCHEGGIO DEL VEICOLO SARA' A PAGAMENTO = MA QUANTO COSTERA' AD UN FREQUENTATORE ASSIDUO????
Ho già provato per 9 mesi a venire in bicicletta ma non è cosa sana o a venire sfruttando passaggi altrui ma è troppo difficile far combaciare gli orari.
ORA CHE HANNO PURE CASSATO LA ZONA C, SCOPRO TRA LE RIGHE CHE IL CUS VUOLE FARCI PAGARE IL POSTEGGIO!
PASSI IL PAGAMENTO DELL'ASCIUGACAPELLI, IL CUI USO A PAGAMENTO RISULTA DA UN'INDAGINE PUBBLICATA SUL SOLE24ORE SOLO NELLE PALESTRE DEL NICARAGUA E DELLO ZIMBABWE, OLTRE CHE AL CUS.
SE IL CUS NON SA FAR TORNARE I PROPRI CONTI DI BILANCIO RIDUCA LE SPESE E AUMENTI L'EFFICIENZA, E' TROPPO FACILE CRITICARE I NOSTRI GOVERNI CHE SANNO SOLO AUMENTARE LE TASSE PER POI FARE ALTRETTANTO ATTINGENDO DALLE TASCHE DEGLI ATLETI.
Saluterei, ma una mano trattiene la pagaia, mentre l'altra sono costretto a farle controllare la tasca... Lorenzo

28/7/12 - Paolo Pescalli scrive:

...non si può obbligare,
se uno la vuole paga la cifra che abbiamo detto, Molinari ha sollevato un problema che oramai ha preso corpo,
resta la volontà di darla gratis a chi ka merita,
...io dico che a breve si tornerà al semplice e rodato criterio di
200 euro gli agonisti
250 i turisti
e stop
attualmente c'è una miriade di eccezioni che essendo volontari e non impiegati delle poste, contabili, ragionieri ecc., è troppo complicato da gestire a meno che qualcuno non si candidi per fare il segretario ed il fattorino a Raimondi e altri due di pari livello per Debora, più un writer per Leonori ed una segretaria di produzione,
ciao, notte saluti da Bobbio...
PP

28/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

Sempre sulla “tenuta-divisa” mentre sono d’accordo che possa essere regalata agli atleti minorenni se e solo se meritevoli, non sono d’accordo sugli universitari, che ci pensi il CUS Generale a pagarle con i soldi raccattati dagli asciugacapelli prima e dai parking dopo, è il suo compito, non il mio, nel senso che non vedo perché la Sezione Canoa dovrebbe finanziare con i soldi miei e degli altri soci le divise degli universitari.
…la divisa….. divide….ciao, Lorenzo

29/7/12 - Paolo Pescalli scrive:

...abbiamo capito la tua posizione,
direi però di smettrla con le facili prese per i fondelli...
chi fa rischia di sbagliare chi non fa...apparentemente non rischia nulla...
Leonori si sbatte parecchio per noi sul tema "immagine"e questo è un dato di fatto!!!
quindi o cambiamo argomento o tu nobile Lorenzo Molinari
abbandoni la facile spada dell'ironia e propni una giusta via di mezzo,
perché per esempio sul k4 ci si deve andare tutti con la stessa 2divisa".
Augh
il Vecchio Pesca dal Trebbia, primo tempio del canoismo italiano

29/7/12 - Lorenzo Molinari scrive:

Come dalla mia prima mail sono perfettamente d'accordo che si debba andare con la medesima maglietta del Cus (non chiamiamola divisa) e idem sul podio, che poi il caro Alessandro ci vorrebbe tutti come una scolaresca con grembiule, colletto bianco e fiocchetto è un problema suo, anche se si sbatte come non mai, ognuno disperde le sue energie come crede, se lo fa è perché ciò lo soddisfa ma questo non vuole dire che debba soddisfare tutti noi.
Il problema, su cui ragionare non è più quello delle magliette, già sviscerato a sufficienza, dove i pochi intervenuti si sono dichiarati tutti poco avvezzi alla obbligatorietà, dalla tua stessa mail a quelle di Daniele, Massimo e le mie. E con questo ho chiuso sull'argomento.
Ciò che ora preoccupa me come altri atleti è l'accenno al fatto che il parcheggio sarà pagamento. Su questo argomento il CUS dovrebbe portare chiarezza, dichiarando le tariffe prima che avvengano i tesseramenti. Nel caso tali costi incidessero fortemente sulla quota, credo che come sezione dovremmo prendere una posizione.
Capisco il buco di bilancio del CUS, ma se il CUS crede di risolverlo rendendo meno appetibile l'iscrizione con l'aggiunta dei costi del parcheggio, temo che abbia preso una cantonata.
Per quanto tempo gli introiti del parking serviranno a ripagare i costi di installazione e delle apparecchiature prima che possano essere destinati a ripianare i buchi di bilancio? Quanti soci perderà il CUS con questo costo aggiuntivo?
Il problema del Palacus è la riduzione costi e il suo sfruttamento economico e non lo sfruttamento economico dei pochi che lo frequentano.
Aspetto, e non solo io, notizie sul pargheggio se ne hai o se puoi farcele avere, grazie, Lorenzo

30/7/12 - Franco Cialfi scrive:

Io sono iscritto sia al CUS che ai Marinai d'Italia, dal momento che il CUS al mattino è chiuso, io lavorando su turni sono comodo ad allenarmi al mattino piuttosto che al pomeriggio. Quindi 200 euro al CUS, 200 euro ai Marinai.
Se dovessi pagare anche il parcheggio, che approssimativamente quantifico sui 150 euro all'anno, forse all'idroscalo club costerebbe meno.
Mi addolorerebbe moltissimo abbandonare gli amici del CUS, ma i quattrini costano tanta fatica...!
Ciao a tutti, Frank.

30/7/12 - Alessandro Leonori scrive:

(...) rispondo a Lorenzo che se è d'accordo che tutti debbano indossare la stessa maglietta sul podio, sostanzialmente auspica proprio quello che dico io (e che non ho deciso solo io, attenzione: "Alessandro ci vorrebbe..." non è corretto). Oppure Lorenzo ci voleva dire che si dovrebbe cercare nei cassetti in soffitta quella vecchia canotta del CUS del 1976, controllare che sia strappata e scolorita esattamente allo stesso livello di quelle indossate sul podio fra 4 mesi dai miei compagni, in modo da essere vestiti uguali?
Ok, non sarà obbligatoria, e non la chiamiamo divisa, così Lorenzo è contento! E verrà scritto sul sito che l'iscrizione sarà 200 euro, 240 con la divisa, e che chi non la vorrà comprare è consapevole che, come in tutti i club d'Italia, alcuni zingareschi e goliardici anche loro, verrà gentilmente richiesto, anzi siamo sicuri che gli atleti lo desidereranno loro stessi per primi, che gli agonisti si dotino della divisa (pardon, "maglietta") e che la indossino almeno qualora salissero sul podio.
La visita medica agonistica sembra che si possa pagare poco più di 30 euro invece di 65 in un centro di cui Cibrà saprà dare le indicazioni.

 

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"Obbligatorietà del salvagente"
considerazione sulle regole, e goliardici ricordi di tanto tempo fa

8/11/11 - Alessandro Leonori scrive:

Ricordiamo a tutti i gentili soci che il salvagente deve essere sempre indossato obbligatoriamente su qualsiasi tipo di imbarcazione, a prescindere dal livello di preparazione del canoista.
E' una delle nostre regole fondamentali, che trovate anche alla voce n.8 della pagina dei regolamenti (http://www.cusmilanocanoa.it/v2/sezionecanoa/regolamenti.php?lang=it).
Grazie per l'attenzione!
Alessandro Leonori

 

8/11/11 - Lorenzo Molinari scrive:

Io proporrei di modificare il regolamento e di rendere obbligatorio l’uso del salvagente sempre e solo ai turisti, mentre agli agonisti lo renderei obbligatorio nella stagione invernale e facoltativo nelle altre stagioni, d’altronde per la FICK non è obbligatorio su acqua piatta e non mi pare che questo obbligo viga per i canottieri del CUS. Riterrei ridicolo ad esempio vedere un atleta del CUS in piena estate partecipare ad una gara all’Idroscalo di olimpica con il giubbotto indossato!
Credo anzi che sarebbe più sicuro che al giubbotto (turisti e agonisti) andrebbe allegato un fischietto per richiamare eventualmente l’attenzione di altri canoisti in zona.
E per i più timorosi anche pistola lanciarazzi, kit di sopravvivenza e cacometro sempre installato (ricordo che è da revisionare ogni anno per i gas di scarico).

 

8/11/11 - Debora De Pasquale scrive:

Mi unisco alla proposta di Lorenzo che condivido, obbligo per i turisti, per gli atleti facoltativo e legato alla stagione. Nella pratica ciò avviene già,
bisogna però capire se a livello assicurativo c'è copertura in caso di sinistro o infortunio
Debora

 

8/11/11 - Alessandro Leonori scrive:

Anch'io sono d'accordo in questo senso. Ditemi se e quando devo modificare il regolamento sul sito.

 

8/11/11 - Paolo Pescalli scrive:

...ma è ovvio che è per motivi assicurativi e legali e come il cartello che obbligherebbe chiunque entri in un cantiere a mettersi il casco,o addirittura a non entrarci!!
Ti sei poi preso una tegola in testa...noi te lo avevamo detto...
Capito?

 

8/11/11 - Lorenzo Molinari scrive:

Messaggio subliminale recepito.
Ciao, Lorenzo

 

8/11/11 - Lorenzo Molinari scrive:

Nel lontano 1975 al largo dell’allora darsena dell’Idroscalo, ora divenuta putrida palude per testuggini tropicali, in pieno inverno e durante una grigia giornata tipica lombarda, a causa di una maldestra pagaiata in C1 olimpico, caddì in acqua. Caddì e non mi ribaltai, essendo il C1 olimpico irribaltabile: il canoista stando in ginocchio ha il baricentro molto in alto, pertanto cade in acqua quando ancora la canoa è ritta.
Mai dimenticherò il freddo immediato che provai e che all’istante mi rese la respirazione affannosa. Infilai la pagaia nella canoa, mi attaccai alla poppa, cercai di portare il mio corpo il più possibile sulla misera coperta del C1 e battendo le gambe forsennatamente raggiunsi la riva a circa 50-70 m di distanza, con le brache della tuta che mi calavano a ogni battuta in quanto zuppe d’acqua, come capita ai bambini che se la fanno sotto (da cui il rischio di non riuscire a nuotare, oltre al fatto che gli indumenti bagnati di certo non aiutano al galleggiamento e le scarpe ti tirano sotto, se poi il tutto avviene a 4° gradi di temperature sia dell’acqua sia esterna la morte non tarda a venire, bastano pochi minuti).
Poco più in là di dove approdai un pescatore aveva acceso un fuocherello, lo raggiunsi di corsa, mi spogliai la maglietta di lana e la felpa in cotone e le strizzai, me le rimisi e cercai per breve di riscaldarmi praticamente attaccato al fuoco, evitando di bruciarmi, il mio corpo emanava vapore come una vaporiera a carbone.
Quindi tornai alla canoa, la svuotai, vi montai e con precario equilibrio ripresi a vogare. Precario equilibrio non perché non fossi capace e audace, ma per rigidezza muscolare che il freddo mi aveva procurato, facendomi perdere in destrezza, oltre al fatto che le pagaiate d’avvio in C1 olimpico sono comunque precarie, indipendentemente dalla qualità del canoista. Giunto al pontile dell’allora Gruppo Milanese Canoa in poco meno di 10 minuti, mi infilai negli spogliatoi, meglio nello spogliatoio maschile, diviso da un separè da quello femminile. Per fortuna la stufa a cherosene che avevo acceso mezz’ora prima ora emanava un piacevole calore, e mi feci una doccia bollente di almeno 30 minuti.
Rivestitomi, tornai a piedi per via Corelli fino al ponte della ferrovia, cioè fino a Milano, dove presi la 54 che mi riportò a casa dalla parte opposta della città, via Elba, dove tutti i giorni verso le 16, se con passaggio, o le 17, se a piedi, potevo finalmente pranzare e fare i compiti. La costanza all’allenamento, di me allora quindicenne, era tale che anche in pieno inverno andavo regolarmente all’Idroscalo appena uscito dal liceo in centro, talvolta accompagnato da Bebbe Buonfiglio, più raramente in moto da Roberto Sicconi o dal fratello Marco, spesso da Bruno Giovannazzi o da chi trovavo, ma capitava che non trovassi nessuno e che mi recassi in autostop, c’erano diverse mamme che a quell’ora passavano per l’Idroscalo dirette a S. Felice o a Segrate, dopo aver preso i figli a scuola, e che ormai mi conoscevano di vista e mi davano un passaggio.
Raramente mi capitava di non trovare nessuno per il ritorno, neppure Trovarelli che forse allora era il più assiduo frequentatore della zona sportiva dell’Idroscalo, così dovevo sgammellarmela a piedi, e un volta ricordo che lo feci sotto una pioggia mista a neve calpestando con scarpe basse da ginnastica oltre 15 cm di neve fresca e bagnata, e quella volta non incontrai neppure la famosa battona dai capelli rossicci allo slargo a metà di via Corelli, sempre in minigonna e stivale a scaldarsi con un copertone acceso, ma neppure quella anzianissima, rugosa, un po’ ricurva e trasandata, che stazionava nei pressi del ponte della ferrovia, che mai neppure nella fantasia più deviata ci si sarebbe potuti sognare un idillio con lei, povera e pace all’anima sua. Lessi sul giornale ormai almeno vent’anni fa, che viveva in un dormitorio e che campava di nulla con quel nobile e antico - almeno quanto lei - mestiere.

MORALE
D’inverno se hai una bella battona che ti scaldi nello spogliatoio, meglio il giubbotto salvagente per raggiungerla!
Sprovvisti di giubbotto il rischio è di farsi tirare su come uno stoccafisso da un gommone di sommozzatori vigili del fuoco e ritrovarsi di fronte il faccione di un energumeno baffuto mentre ti fa la respirazione artificiale, mentre il suo compagno, peggio di lui, ti prende a sberle e non so cos’altro per farti rinvenire.
Nell’ultimo caso, quello, considerando il regolamento, più frequente per il canoista del CUS: ovvero di ritrovarsi in acqua con il salvagente ma senza nessuna apprezzabile fanciulla che ti aspetti nello spogliatoio, se non altro perché gli spogliatoi dei maschi sono separati da quelli delle femmine, ma non quelli degli istruttori, furbacchioni!!! Vedete di sbrigarvela come meglio credete, a ciascuno le sue fantasie.
Al gelido abbraccio delle acqua invernali, Lorenzo

P.S. Devo concludere che i rappresentati di tutte le società canoistiche d’Italia che non impongono il giubbotto anche d’estate siano degli sprovveduti, e forse è proprio così.

 

8/11/11 - Enrico Raimondi scrive:

Lorenzo sei un poeta, mi hai fatto venire i lucciconi, ma evito di mettere in copia il presidente, che si potrebbe fare un idea sbagliata di noi....
E' vero, io c'ero ed era proprio così, con quelle mezz'ore passate con pablo a fare l'autostop ai ponti dell'ortica, che invece con noi non si fermava nessuno, solo culattoni, e alla fine passava paolo con la scassatissima dyane rossa, e ci tirava su, e poi invece di ringraziarci per la compagnia cercava anche di farci pagare la benzina...
E la battona vecchia e raggrinzita, che vagolava tra il ponte e il cavalcavia e ogni volta che si passava davanti il vecchio pesca le gridava: MA CHICCIVA' CON QUELLA, CHICCIVA'??!!
Anch'io ho fatto un formidabile bagno un 12 di dicembre di tanti anni fa mentre imparavo a pagaiare a bordo di una ninfa ASA praticamente irribaltabile, col giubbotto addosso (altrimenti non ero qui a raccontarlo), che appena catapultato dal suddetto giubboto dall'oscurità plumbea, che è il colore dell'idroscalo visto da sott'acqua in una rigida giornata invernale, al chiarore nebbioso dell'inverno milanese, tra lo stupore di essere ancora vivo e le grida degli astanti, ho fatto appena in tempo ad attaccarmi con le forze residue alla coda del mendesta del vecchio pesca prima di diventare rigido come un baccalà ed essere trascinato a riva senza riuscire più a muovere neanche un muscolo (e purtroppo niente pescatore con falò corroborante a riva, a me più spesso arrivavano le pietre perchè finivo nelle loro lenze!).
Ah che ricordi! che poesia in quello scivolare lento tra i canneti della darsena e le folaghe del laghetto delle vergini, dove si mormorava ci fossero i cadaveri delle prostitute fatte sparire dalla mala, o più prosaicamente i resti di una giostra appena sottacqua che usavamo come percorso obbligato per imparare a dare pancia...come al bocchettone dei 500 che, unica acqua in movimento turbolento nel giro di diecine di chilometri, a noi mongoli degli anni '70 ci dava l'impressione di essere in un fiume e di domare la corrente...!
In quegli stessi anni, a differenza dei bastardi del gruppo maionese, come venivano da noi chiamati, noi del cus avevamo invece gli spogliatoi promiscui, sull'onda della stagione lisergica con easy rider e le comuni californiane come modello, con uomini e donne che nell'oscurità tossica del maleodorante spogliatoio (i canoisti si sa sudano molto e hanno sempre gli indumenti che imputridiscono dall'umido, ma anche il canoista qualche volta imputridisce lui stesso...) venivano in contatto carnale peccaminoso. il giorno in cui qualche bacchettone decise di mettere un separè ci fu una sollevazione di protesta, delle ragazze, e fu subito rimosso. la nostra stufa, che funzionava con la bombola, perchè il gas ancora non c'era nella zona sportiva, emanava calore assieme a esalazioni venefiche di ossidi vari che però avevano effetto allucinogeno, che allora andava di moda, e per tale ragione non fu mai riparata!
E i ricordi continuerebbero ad affiorare e a travolgermi, ma qui mi fermo, bisogna anche lavorare per portare a casa la pagnotta, non si può fare come allora quando eravamo canoisti con l'hobby dell'università....
e.

 

8/11/11 - Lorenzo Molinari scrive:

Caro Enrico,
il tuo racconto completa il mio: il laghetto delle vergini… il bocchettone ai 500 per imparare a dare pancia… gli olezzi maleodoranti emanati dagli armadietti di noi canoisti… la malavita che si aggirava per l’Idroscalo, soprattutto dove ora ha sede il CUS, un tempo pista di go-car… il gruppo del CUS allora sciammannato più di adesso, che faceva invidia un po’ a tutti, non tanto per i risultati conseguiti – e chiedo venia –, quanto perché eravate certamente più goderecci di noi del GMC – per non dire poi del CKC -. Noi eravamo “costretti” da più rigidi maestri nell’olimpica e guidati da maestri comunque assai seri nella fluviale, per quanto il gruppo fluviale capitanato da Andrea Alessandrini e Roberto Bruno fosse oltre che d’indubbio livello agonistico anche assai piacevole, ma le “vostre” ragazze erano più belle ma soprattutto avevano un non so che di trasgressivo, a invidia di molti, non tanto mia, ma solo perché quei pochi anni di differenza facevano di me ancora un fanciulletto inesperto.
Alle acque, Lorenzo.

 

8/11/11 - Franco Cialfi scrive:

...è per tutte queste cose che l’amore per questo sport e per i personaggi unici che lo praticano, se ti entra nel sangue non puoi farne a meno. Grazie ,vecchi ragazzacci !!!!!
Frank

 

8/11/11 - Paolo Pescalli scrive:

Grandissimi contributi storici di tutti.
Ci vorrebbero altre foto di quell'epoca.
Remate più che potete e sempre nella massima sicurezza.
In questo caso il Responsabile della Sezione è il Garante per il Presidente ed il Consiglio Direttivo del rispetto delle norme,sia di sicurezza che procedurali delle attività che si svolgono al CUS Milano.
Ognuno dica liberamente la sua, ma valgono per TUTTI le disposizioni date ed invito il Coordinatore dei Corsi Prof Cibra, gli Istruttori Fedrali, i Referenti delle attività, a rispettare loro stessi per primi e a far rispettare le disposizioni che sono parte integrante delle norme vigenti nella nostra Società.
Pescalli.

 

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"Registro Utilizzo Barche"
la nuova regola decisa dal Cus Milano a partire dal 28 ottobre

18/10/10 - Segreteria CUS scrive:
Vi comunichiamo che il CUS Milano ha istituito il "registro utilizzo barche ".
Tale registro (depositato presso il Bar) deve essere firmato, sia in uscita sia in entrata, da tutti coloro che, a qualsiasi titolo, utilizzano le barche del CUS MILANO.
E' nell'interesse di tutti gli utenti rispettare tale disposizione per la propria sicurezza.
Vi preghiamo pertanto di prendere atto di questa nuova procedura, di divulgarla tra i soci della sezione e di attenervi scrupolosamente a quanto richiesto.
Grazie per la collaborazione
Cordiali saluti
Segreteria CUS MILANO A.S.D.
Tel. 02/7021141

 

27/10/10 - Paolo Pescalli scrive:

Cari Amici Sportivi,
premesso che in quasi 40 anni attività canoistica di cui 35 nel CUS come Dirigente l'utilità di un simile registro non si è mai concepita vi preciso quanto segue:
Questa decisione non so da chi e perché sia stata presa.
Non sono stato consultato sulla questione quale Responsabile della Sezione, nè gli altri Dirigenti della stessa e tanto meno l'Allenatore Pellegrini.
Preciso che noi usiamo CANOE e non BARCHE e che quindi forse la disposizione interessa gli Amici del Canottaggio e quindi mi scuso già da ora per il mio intervento fuori luogo.
Preciso che la maggior parte degli Atleti di CUSMILANOCANOA usa canoe e kayak i proprietà essendo note le ristrettezze del nostro bilancio e che quindi l'obbligo del registro si riduce ai Corsi di Canoa e agli Allenatori e agli Istruttori?!
Forse è rivolta agli utilizzatori delle barche a noleggio?! O a quelle del Promozionale?!
Nella continua microrottura di scatole quotidiana mi chiedo che senso ha?!, in particolare per gli Amici della Club House, a cui si aggiunge un ulteriore compito di verifica e controllo.
Inoltre, non ultimo, anzi primissimo e attualissimo sotto il profilo legale, il rispetto della Privacy esistendo già un regolamento interno di uso dell'Impianto per i soci e non essendo questi vincolati da un rapporto di lavoro continuativo o subordinato (per cui in pratica la presenza o l'assenza del lavoratore deve essere documentata),
non vedo perché chicchessia debba venire a conoscenza della presenza o meno di un'altra persona in quel luogo e a quella ora, in quella data.
Comunque nel nostro solito e consueto rispetto delle regole, ma in attesa di chiarimenti, più che di diktat ( che vorrei fossero firmati) "obbediamo", anzi "Obbedisco" e ho dato oggi disposizione al nostro webmaster Leonori perché diffonda sul nostro sito la disposizione e perché pubblichi anche questa mia sul nostro frequentatissimo Forum.
CUSMILANOCANOA ha da anni il problema enorme e mai risolto del rimessagggio canoe: è di questo che noi voremmo parlare e sentir discutere.
Cordialmente
Saluti Sportivi.

 

28/10/10 - Alessandro Leonori scrive:

Faccio fatica a trovare la logica di un simile provvedimento. Ognuno è responsabile di se' stesso in acqua e deve rispettare le regole di sicurezza, soprattutto quelle invernali entrate in vigore oggi. Eppoi, se quasi tutte le barche sono private, che senso ha essere obbligati a comunicare quando le si ritira e quando le si riconsegna?

 

28/10/10 - Lorenzo Falcidieno scrive:

Partecipo volentieri con spunti che attingono molto al personale e poco alla frequentazione/partecipazione alla Sezione Canoa (sono iscritto da Giugno 2010).
Comunicato emesso dal CUS: Ufficialità, significato, applicabilità e contenuto della disposizione mi sembra debbano essere pretesi a livello Sezione ovvero dal Responsabile che provvederà a diffondere tra gli aderenti alla Sezione.
Uscite: Non ho (avrei) nulla in contrario a sottoscrivere un registro-uscite (NON un "Registro Utilizzo Barche" ) che testimoni il fatto che sono, o sono stato, su un kayak, in un certo intervallo di tempo della giornata e che in apposito spazio permetta di riportare l'indicazione del mezzo utilizzato (personale o il codice dell'imbarcazione se questa è di proprietà del CUS - codice da implementare suppongo).

 

28/10/10 - Franco Cialfi scrive:

Sono d’accordo se tutto ciò è in funzione della sicurezza , il fatto che qualcuno sappia chi è fuori in barca e se rientra o meno è molto utile.
Per ciò che mi riguarda, quando esco in canoa lascio il tesserino al gestore della club house, non mi costa nulla e, nel caso mi dovesse capitare qualcosa, non vedendomi rientrare allerterebbe i soccorsi.

 

29/10/10 - Lorenzo Molinari scrive:

Non riesco a identificare buone ragioni per la creazione di un registro "barche", ovvero "kayak e canoe", come sottolinea Paolo Pescalli, da parte del CUS. Potrei condividere una tale scelta se questa esigenza provenisse dalla Sezione, essendo titolare della proprietà di canoe e kayak. Ma allora, perché non registrare anche l'uso delle pagaie, dei paraspruzzi, dei giubbotti e naturalmente dei cacometri? Evviva la burocrazia! Ma non hanno altro a cui pensare? Finiscano di sistemare gli indecenti spogliatoi, che nonostante le quattro pezze che hanno messo, fanno tuttora pietà!.
Alle acque.

 

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rimessaggio canoe
un problema ancora irrisolto al CUS Milano

8/9/10 - Pescalli scrive:
Caro Castelli (presidente CUS milano n.d.r.),
in prossimità della stesura del bilancio 2011 ti pregherei calorosamente di ipotizzare una soluzione definitiva per il rimessaggio canoe che tutt'ora giacciono mescolate
agonistica, turistica, promozionale, in una miseranda condizione...
Grazie
Paolo Pescalli.

12/9/10 - Pescalli scrive:
Caro Presidente,
Cari Amici Sportivi,
L'anno scorso avevamo già pronto un progetto elaborato dall'architetto Pelaratti, moglie di un nostro socio. Non è stato mandato avanti perché in quell'epoca ci è stato detto che il problema del rimessaggio canoe sarebbe stato risolto inserendolo in un contesto globale di ristrutturazione del CUS, quindi da li Ubi major... siamo rimasti in attesa...
Invito Pellegrini ad inviare il progetto e al nostro Webmaster Leonori a pubblicare sul sito CUSMILANOCANOA gli sviluppi della questione, visto che tutti i nostri iscritti si chiedono da tempo come mai il materiale nautico del CUS debba permanere in una condizione tanto precaria.
Saluti sportivi
Paolo Pescalli

17/9/10 - Pescalli scrive:
...rischiamo di far insabbiare il prblema che invece è' prioritario,
(...)
Pellegrini manda avanti il vecchio progetto dei Riboldi, e a Leonori chiedo di girare il problema su un forum dove tutti i nostri iscritti siano partecipi della situazione e a cui possano anche accedere per dare spiegazioni (...)
Pescalli

17/9/10 - Paolo Pellegrini scrive:
Ieri ho incontrato l'architetto Pelaratti la quale si è resa disponibile a redigere un progetto di massima per i nuovi portacanoe con relativo pereventivo. Ma dato che è molto occupata i tempi potrebbero essere lunghi. Che si sveglino tutti per offrire altre possibilità oltretutto più preventivi abbiamo e meglio è. Io mi trovo oltretutto a Bergamo, un fabbro non si muove da qui per una roba del genere, non sarà difficile per voi milanesi andare da un fabbro in zona e farsi fare un'offerta.
(...)
Ciao.
L'allenatore.

17/9/10 - Alessandro Leonori scrive:
Qui vicino al mio ufficio c'è un fabbro che a mio parere sembra bravo e onesto.
Se mi dite in linea di massima di cosa avete bisogno (quante canoe, e almeno uno schizzo di come dovrebbe essere il portacanoe, se con tettoia o no, ecc. ecc.) io posso andare da lui a farmi fare un preventivo immediatamente.
Ma mi servono almeno delle indicazioni elementari su cosa dovrebbe realizzare.
Fatemi sapere.
Alessandro

17/9/10 - Pescalli scrive:
...dobbiamo rifare le misure, le canoe attualmente sono ad occhio e croce più di 120

17/9/10 - Mariano Rega scrive:
Vorrei dire che la soluzione migliore è fare una riunione tecnica con quelli interessanti al argomento, visto che ci sono canoe di ns. propietà, dove discutiamo anche delle necessità di atrezzature, propongo dopo il 27 di vederci al CUS dopo le 18 e facciamo una verifica sia del progetto che del resto con verbale e decisioni
Saluti

17/9/10 - Pescalli scrive:
...esisteva un progetto molto semplice ed ecomico con tubi innocenti usati ed una copertura in vetroresina, se non si trova più bisogna rifarlo, non è difficile, potrebbe andare bene fare due misure il 27, il problema forse rimane della gettatina in cemento, non sappiamo se si può fare!
Pescalli

17/9/10 - Pellegrini scrive:
Ti invio le caratteristiche tecniche dei nuovi portacanoe:
materiale di costruzione ferro zincato con protezione tubo di plastica.
moduli da produrre N.5.
dimensioni mt. 5 lung.x 4 larg.x h.mt.2,20.
Piani n. 4 con 2 barre centrali posizionate a mt. 3 su ogni piano.
distanza h. ogni piano Cm.40.
copertura parasole in materiale idoneo.
Trasporto alla discarica di tutto il ferro arrugginito attualmente in uso che andrà smaltito adeguatamente.
Naturalmente le misure si potranno rivedere, ma non dovremmo allontanarci troppo da queste indicazioni.
Appena sono in grado di fornirti un disegno te lo invio.
Ciao.
Paolò.

17/9/10 - Pescalli scrive:
...quante canoe per ogni portacanoe?
solo ora ce ne sono una decina per un centinaio di barche più 20/30 sparse in giro.
Io penserei ad un unico portacanoe in continuo di tubi innocenti

 

21/9/10 - Gherardo Quario scrive:

Per me va bene!

Ghera

 

22/9/10 - Leonori scrive:

per Pellegrini: attendo allora un disegno e altri dettagli da presentare al fabbro per il preventivo

per Pescalli: la gettatina in cemento non si potrebbe evitare inserendo dei tubi in profondità nel terreno come fossero le fondamenta?

 

22/9/10 - Lorenzo Molinari scrive:

Concordo con Paolo, la questione rimessaggio canoe va risolta al più presto e in modo adeguato.

E' indecente la zona di rimessaggio anche per l'immagine del CUS, rastrelliere di vario genere tutte arrugginite, senza una apposita copertura che preservi la canoe sociali nel tempo (la resina e il kevlar delle canoe si alterano progressivamente sotto l'azione dei raggi UV, compromettendone irrimediabilmente la struttura), ne va quindi anche il materiale nautico della sezione.

Credo che le strutture "hard", come spogliatoi ma anche i portacanoe con i loro basamenti e coperture, debbano essere di competenza del CUS.

Il CUS dovrebbe mettere a disposizione le strutture affinché le singole sezioni possano operare, sarà - così come è sempre stato - compito della sezione canoa occuparsi del materiale per svolgere le propria attività.
Lorenzo

 

11/10/10 - Mariano Rega scrive:

Vista la situazione che ho potuto verificare per l’anno 2010 sez. Olimpica chiedo una riunione urgente in cui si discuta dell'acquisto di imbarcazioni e sistemazione dell'area rimessaggio. Ritengo vada fatta con tutti i componenti del sez. canoa Olimpica. Propongo dopo il 25-10-10.

 

15/10/10 - Pescalli scrive:

Caro Mariano,
per quanto concerne il rimessaggio canoe ti invito a partecipare al forum e a dare il tuo contributo cosi poi da poterlo aggiungere agli altri e ad invitare il Presidente del CUS ad intervenire per risolvere definitivamente questa problematica che si trascina da 30 anni..,.
Per il resto, le nostre risorse economiche, come dovresti sapere, sono minime, e per il 2011 si è deciso come sempre di investirle al meglio.
Al momento non sono previste riunioni ufficiali della Sezione di Canoa, ti informo se si dovesse indire.
Ciao, saluti sportivi
Pescalli


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"Sesia Total Run"
la "causticità di Lorenzo Molinari alle stelle!

17/5/10 - Molinari scrive:
Anche la canoa, ormai in piena decadenza, non sapendo più cosa inventare, dopo aver sceso rivoli che diventano tali solo dopo piogge monsoniche, centrato minuscole polle saltando da altezze inverosimili, evitato incastri e cravatte in contorti budelli, segue le tracce dell'alpinismo, progettando concatenamenti privi - a mio parere - di senso, in cui viene annullato il fascino di una discesa che proceda anche nei tempi con il fluire delle corrente e che rimanga in ammirazione delle valli e delle gole in cui il fiume, con infinita lentezza, si è scavato il suo passaggio.
L'obiettivo di questa cosiddetta impresa è l'esecuzione di 24 "SVELTINE" mordi e fuggi in val Sesia (24 tratti diversi di 11 fiumi) in un solo giorno, ad opera di 3 canoisti di indubbio valore.
L'impresa verrà documentata con un cortometraggio della brevità di soli 72 secondi, 3 per ogni tratto.
E' previsto un veloce brindisi poco dopo l'ultimo sbarco al fast food dell'autostrada.
Buon divertimento per gli amanti delle sveltine, ognuno goda come crede.
Senza pensarci troppo, alla prossima.
Lrnz

Leonori scrive:
Il tuo eccezionale e inimitabile livello di causticità ad alta tossicità mette non in secondo, ma in ultimissimo piano l'oggetto del messaggio!

Pescalli scrive:
...la decadenza segue ogni tentativo di svellere con la Rivoluzione le vestigia che la precedono...
Chi come me ha vissuto il fenomeno del Canoismo Italiano degli anni a cavallo dei 1960/70, nipote del Surfismo Calioforniano della fine anni '50, non può che sorridere di fronte a questa spazzatura, solo con un filo di invidia e di tristezza, visto che gli anni passano per tutti,
Ammiro il commento e la sofferenza geografico intimista di Molinari, ma mi ossigeno più volentieri nei giri d'acqua e nei mulinelli
della storiografia politica, della letteratura itinerante americana di Kerouac o europea di Wenders di "Nel corso del tempo",la sua
" ...ci si sente soli,ci si sente soli anche nell'onda di un fiume..." rimane per noi canoisti un mito, a questo proposito invito
l'amico Maurizio Bernasconi infortunato di recente sul fiume ed inattivo a scrivere qualcosa...che dica qualcosa che sia di ...canoa...e pure
il Grande Attore anzi l'Attore Ruggero Dondi che di questa filosofia ha cnosciuto le iperboli e le metafore e ha nuotato, a lungo causa loro...
al Presidente del CUS il piacere di non perdersi questo dibattito...
à bientòt
Pescalli

Molinari scrive:
Chi fosse interessato ho avviato una discussione su http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,2662.0.html, (...)
Grazie Paolo delle tue parole che mi hanno immerso in rivoli di pensieri, ricordi, riflessioni ed emozioni.
Alle acque, Lorenzo

Ruggero Dondi scrive:
Cari canoisti conosciuti e sconosciuti, dal momento che sono stato messo in mezzo, sparerò qualche mirabile perla filosofica. Sulle prime ho stentato a orientarmi tra mail e contro mail, poi mi pare di aver colto il tema del contendere. Se "mi consente" non credo che al mondo ci sia cosa più cretina delle olimpiadi e tra le cose cretine delle olimpiadi la più cretina sono i 100 metri sparati a tutta velocità. Che fretta c'è, dal momento che la nostra vita  finisce in meno di un battito di ciglio dell'universo? Capirei se fossero premiati i 100 metri più lenti del mondo. Prendersi il tempo per osservare tutto il meraviglioso che può essere contenuto in uno spazio apparentemente così limitato. E c'è qualcosa di più cretino di un attore che passa la sua vita tentando di dire bene le battute ( ci manca pure che le dica male ché è pagato per dirle bene)?. Si c'è. Un canoista che tenta in un giorno di fare 10550 fiumi. Tomatis, insegnante di matematica, mi ha tolto dai guai alla prima gara sul Brembo. Cadendo dove avevo fatto il bagno io, ha recuperato la mia pagaia ferma in rullo,  non ci pensavo neppure a riprenderla,  tuffandosi al grido "io mi diverto". Lo stesso Tomatis è stato visto sull'Enza fermarsi a osservare un fiore durante una gara. Penso che avrà giustificata la sua impresa affermando che prima non aveva mai visto un fiore dall'acqua. Il meraviglioso della canoa fluviale è che cambia il punto di osservazione delle cose. Il Guinness dei primati i canoisti lo lascino ai nani, ai forzuti che spaccano cocomeri e ai cursori dei cento metri. Per finire un omaggio al Maestro Amedeo Monetti e ai suoi orchestrali. Domenica alle 21 Milano era impazzita e migliaia di persone hanno invaso la città con striscioni azzurri e neri. Alla sala Verdi del conservatorio una sessantina di musicisti tentavano di farsi sentire da Dio, nel caso fosse in ascolto, davanti a una sessantina di spettatori. Uno per orchestrale. Non faccio commenti. (...). Siate molto felici. Ruggero Dondi.

Molinari scrive:
Condivido quanto scrive Maurizio circa il fatto che ognuno è libero di interpretare la canoa come meglio crede - e ci mancherebbe - e che per una canoa esplorativa che tramonta probabilmente un'altra sta già condensando acque in cui rinascere. Anche se dal nostro attuale punto di vista, o almeno dal mio, ciò non fosse chiaro, non toglie che non potrà esserlo a cosa avvenuta, pertanto ben vengano le novità. Condivido anche la considerazione di Frederik sulla mutevolezza dell'ambiente fluviale e su ciò che ne consegue, per quanto l'acqua giri intorno ai sassi sempre allo stesso modo in ogni fiume. Divertente quanto stimolante la nota di Gange su puntualità e aspetti logistici, temi su cui ci sarebbe molto da imparare, oltre che sulla preparazione dei tre canoisti che si cimenteranno in questa prova. Prova che, al di là delle mie considerazioni, è comunque di incredibile livello. Pertanto buon divertimento e sulla cresta dell'onda ai partecipanti! Circa il fatto che tra qualche lustro i nomi eroici della canoa italiana andranno dimenticati - come ci ricorda Frederik - sarà inevitabile per molti di questi nomi. Tuttavia per quanto si debba centrarsi nel presente, le nostre abilità e le nostre conoscenze fluviali, anche per chi possa credersi autodidatta, derivano dai tanti che hanno segnato con le loro canoe i sassi su cui scivoliamo. Sta a noi mantenerne viva la memoria e le loro imprese, almeno di alcuni in rappresentanza dei molti. Poco prima che morisse Granacci lo incontrai e lo salutai ad una serata di canoa, si era seduto in disparte, appariva come una canoa fuor d'acqua vecchia e rattoppata in vetroresina. Le facce di molti giovani sembravano stupite a vederlo e probabilmente pensavano che fosse in sala per errore o che ne fosse il custode. Se ne andò appena terminò la serata, praticamente nessuno lo aveva degnato di un saluto, giusto qualche anziano altrettanto in disparte, tra i quali riconobbi anche un olimpionico della canoa degli anni '60, d'altronde quasi nessuno penso che lo avesse riconosciuto, per quanto immagino che molti lo conoscessero almeno di nome. Fu un episodio che mi lasciò dell'amarezza, e non fu il solo episodio di questo genere in cui mi ritrovai da spettatore. Mi auguro che ogni volta in cui si organizzino eventi, siano cercati o almeno accolti coloro che prima di noi hanno saputo interpretare, magari a modo loro, anzi senz'altro a modo loro e per questo - come si diceva all'inizio - innovatori nel loro tempo, a cui dobbiamo la passata della nostra pagaia in acqua più di quanto si possa credere, così come io la devo ai miei maestri: - il poliedrico e mecenate Andrea Alessandrini che a 14 anni, insieme a Carlo Testa, mi portò giù da un Sesia gonfio su una sua discesa in vetroresina, abbigliato con calza maglia, vecchio maglione infeltrito, innovativo paraspruzzi ascellare con stecca, giaccaventina senza polsini, casco da hockey e giubbotto tisalvooniente, - Cesare Fioni, già allora detto "nonno", adesso ultraottantenne che si riconosce per la sua ancora perfetta pagaiata quando solca le acque dell'Idroscalo, - Lanciotto Saltamerenda, un nome una garanzia, la cui abilità in canoa su fiume e in mare negli anni '70 aveva pochi eguali. Lorenzo Molinari

Susanna Massaro scrive:
Sui nuovi mondi virtuali basta un click per dire " a susanna piace questo elemento", una discussione quasi univoca, mi pare che non saremo molti a tifare per i nostri 3 impavidi eroi in val sesia. per fortuna.
A presto nei fiumi, tra i colori, con gli amici, nelle osterie delle nostre belle valli.
Susanna

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organizzazione gare
il solito acido dibattito: qui si parla della partecipazione alle prossime gare!

29/1/08 - Molinari scrive:
Il 26 aprile Bobbio, ma siamo sotto i ponti del 25/4 - 1° maggio in cui probabilmente sarò con la spedizione di Toio a scendere torrenti in Armenia.
Il 14/6 a Terni, sempre troppo lontano per un w-e (almeno 550 km)
Poi c'è il campionato italiano master il 28/6 e 29/6 a Cuneo a cui non posso mancare e mi candido
Infine a fine agosto c'è Palazzolo, ma sarò in ferie in quel mentre con famiglia? E sarò riuscito ad allenarmi ad agosto? Vedremo più avanti per questo evento.
Ricordo che sono sprovvisto di tutto.
Ciao, Lorenzo

Pellegrini scrive:
Va bene caro Lorenzo,
il cacometro e il reggi palle te lo forniamo noi.
Le tue argomentazioni sono scontate! potresti almeno considerare la Dora e l'Adda ma in ogni caso va bene, grazie.
Capitaine Paul.

Molinari scrive:
La Dora vuole dire andare in canoa in quel cesso di Ivrea? Ma se ti riferisci a Villeneuve è il 27/7 data prevista pe la nascita di mio figlio e quindi impossibilitato a venire.
Adda quale data? Se ti riferisci al 14/6 si può fare se c'è la gara Master, se è solo senior non mi interessa gareggiare con gente di 20-30 anni di meno, preferisco fare una discesa turistica con gente di quella età mi diverto di più, parliamo imparo da loro e loro da me, ma così serve solo a fare numero e la cosa non mi interessa e non mi diverte affatto.
Cioa, Lorenzo

Pellegrini scrive:
Va bene come preferisci anche se non condivido una sola parola di qullo che dici!

Leonori scrive:
Mi permetto di dissentire anch'io! Anche se è una gara senior, noi ci confrontiamo con noi stessi e con gli altri master partecipanti. In più, è un'occasione per provare un fiume tosto come l'Adda superiore con il soccorso a disposizione se succede qualcosa.
Però hai ragione quando dici che la situazione barche fa schifo: almeno si sistemassero i premicosce nel Concorde...
Ma ora che sei ricco te ne puoi comprare una anche tu, magari usata!

Pellegrini scrive:
Ti ricordo che sull'Adda il soccorso è fatiscente, empirico e insufficiente vedi quello che è capitato a Ilari.
Il primo e unico soccorso dobbiamo farcelo da soli.
Come quando al largo della Corsica io e il vecchio Pesca semiaffondati abbiamo inutilmente chiamato la guardia costiera.
Ma il vecchio Pesca come mai non ci supporta con un suo parere?
Grazie comunque per il tuo parere che condivido pienamente.
Qualcuno potrebbe anche arrangiarsi e avvitare due viti sul premicosce del Comcorde.
Ora bando alle ciance ci misureremo a pagaiate sulle rapide!
salutoni a tutti.
Capitaine Paul.

Pescalli scrive:
...e remate...i branchiosi pesci attendono ansiosi il vostro ossigenante contributo...
il Pesca

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K1 o "scassa 1"?
acido ma simpatico dibattito sul corretto
assetto per un nostro K1 olimpico!

30/11/06 11:48 - Pellegrini scrive
Sabato 03-12-06, alle ore 15,00 allenamento per preparare il Gran Prix 10.000 mt. del 17-12-06, siete tutti invitati a partecipare un uscita di massa fa sempre bene! Vorrei anche indicazioni su chi sarà disponibile a partecipare alla gara in programma. Verranno provate le canoe, controllati i materiali e formati gli equipaggi.
Per ora la squadra base sarà formata da:
Paolo Pescalli K1 OLIMPICO.
Paolo Pellegrini K1 OLIMPICO.
Riboldi Sergio K1 OLIMPICO.
Ilaria Riva K1 OLIMPICO.
Debora de Pasquale. K1 Olimpico.
Nota bene gli atleti Pellegrini-Riboldi correranno ancora per
laProvictoria essendo la pratica di passaggio societario in fase di definizione.
L'allenatore.
Paolo Pellegrini.

3/12 12:30 - Pescalli scrive
La canoa americana del cus è operativa?
la proverei per la gara con il seggiolino originale ,quello basso è già sulla canoa?
fammi sapere, ciao, Paolo.
3/12 14:26 - Pellegrini scrive
Se vuoi provare l'americana provala così come è stata assettata da vostre richieste, il seggiolino è solo alto e non modificabile.
Ciao.
Paolo.

3/12 14:38 - Pescalli scrive
... io non ho richiesto niente, dov' è il seggiolino originario, si potrà rimettere, spero!
Non mi sembra una buona cosa modificare una canoa solo per l'uso di una persona o di una tipologia di situazioni.le canoe del CUS devono poter essere messe nella condizione di essere usate da chi lo può e lo deve fare.
Settaggi personali non sono concessi esempio che vale per tutti il puntapiedi "saldato" in una unica posizione!
ciao, paolo

4/12 13:17 - Pellegrini scrive
Facciamo un pò di chiarezza una volta per tutte:
che cosa è un k1 olimpico da competizione:
le caratteristiche tecniche devono essere la leggerezza minimo kl.11,00 per la velocità, libero per la maratona, la dimensione, la lunghezza regolamentare mt 5,18, l'assetto regolabile e qui voglio precisare che il punta piedi è regolabile ma il sedile come io l'ho venduta al cus era previsto di tipo fluviale. Come mai è stato messo il sedile da competizione olimpica, esclusivamente per renderla più competitiva e idonea ad essere catalogata come tutti gli altri K1 olimpici una canoa in linea con le altre. L'americana ha tutte le caratteristiche di un k1 da competizione.
Il mio intervento sul sedile è stato fatto gratuitamente e ti garantisco che è un lavoro laborioso di almeno una giornata.
Detto intervento si è reso necessario per le insistenti richieste di molti atleti, che io tengo sempe in massima considerazione non è stata una mia decisione arbitraria.
Ora se vuoi farla tornare come prima non c'è problema. Io però sono contrario perchè chi vuole fare olimpica seriamente deve passare al sedile alto prima o poi meglio comunque nel breve periodo. Tu mi chiedi il sedile basso è come se a una ferrari montassi le ruote della cinquecento.
Quello di cui tu mi accusi è esattamente quello che vuoi fare per tè, ossia strutturare una canoa che va benissimo persino a un Roberto Narra, che considero un ottimo atleta, per renderla poco competitiva nel lungo termine per i futuri atleti.
Dunque se devo fare il lavoro chiedo anche un parere agli altri atleti primo fra tutti il grande maestro Lorenzo, che tiro in causa.
Dopo di che ditemi cosa volete fare ma sia chiaro che: l'intervento mi deve essere retribuito e il lavoro non è reversibile.
I tempi per l'eventuale intervento sono lunghi, lo posso fare quando avrò tempo,ma non è di certo possibile per queste gare di dicembre.
Mi sembra che stia diffondendo un strana fobia pre gara!
La mia disponibilità ad aiutare la sezione c'è in primo luogo a Debora ho prestato una Traser semi nuova. Se tu vuoi ti posso prestare il kliver o altro mezzo se vuoi anche gonfiabile per tuo uso personale.
Tutte le canoe di mia proprietà sono a tua disposizione per la gara del 17 scegli tu quale preferisci e anche in futuro come daltronde è sempre stato anche in passato.
Per venire incontro alle esigenze di atleti alle prime armi bisogna acquistare i ks da scuola, come da mesi richiedo, non di certo bisogna cassare l'unica canoa che abbiamo a disposizione. Poi finiamola con queste frignacce da donnicciole e mettiamoci a pagaiare come sempre abbiamo fatto con tutti i mezzi a disposizione.
Cordialmente.
L'allenatore.
Pellegrini Paolo.

4/12 15:02 - Pescalli scrive
caro Paolo,
non è che ogni volta che c’è una questione ci sia bisogno di un plebiscito!
La regola generale per tutte le canoe del CUS è che non devono essere personalizzate, ma devono essere poter rese utilizzabili da tutti, qualsiasi peso,età e capacità essi abbiano.
La canoa in questione và ripristinata nelle sue condizioni iniziali, con la eventuale possibilità di adattare, come per tutte le canoe olimpiche un sedile differente. L’operazione è a carico della Sezione.
Punto.
Saluti, Paolo Pescalli

4/12 15:23 - Riva scrive
Esprimo il mio parere di atleta, premettendo che quando mi son iscritta io alla sezione agonistica il sellino del K1 americano era già alto.
Il seggiolino alto è una caratteristica delle canoe olimpiche. Direi quasi che il sellino basso, è una “distorsione”… fluviale. Nell’olimpica non esiste il sellino basso. Mi rendo conto che è più facile utilizzare una canoa olimpica col sedile basso, ma penso che con un po’ di impegno si riesca ad avere risultati anche col sedile alto, e le potenzialità di risultato sono sicuramente maggiori col sedile alto. Certo, col sedile basso è tutto più facile… ma poi, quando si inizia a far risultato si ambisce sempre a qualcosa in più, cioè a qualche secondo in meno, e poi da lì nasce l’esigenza di mettere il sellino alto…
Non si tratta di una personalizzazione… si tratta di competitività… tant’è che così chiunque la può utilizzare….
Abbiamo una canoa che così com’è ha notevoli potenzialità… Secondo me è un peccato metterci il sellino basso, anche in vista di futuri-ambiziosi atleti…
4/12 15:25 - Pescalli scrive
…inoltre è naturalmente benvenuto il parere del Grande Molinari, di cui ho autorizzato la iscrizione all’AMATORIALE…
Per quanto concerne il NOBILE Narra lo aspetto per un provino su una distanza superiore ai 50 metri sull’Americana…
Grazie.
Pescalli

4/12 15:41 - Molinari scrive
Mi associo in toto a quanto scritto da Ilaria (e a dire il vero il sellino dell'Americana non è neppure alto, quelli alti sono un'altra cosa, lo riterrei di media altezza e quindi adatto a tutti sia in termini di capacità tecniche richieste a un agonista sia di altezza del tronco).
Ciao a tutti , Lorenzo

4/12 15:46 - Pellegrini scrive
A parte che l'americana è nata dalla fabbrica proprio con il sedile alto, e solo modificata da mè in un secondo tempo.
Ma in ogni caso non si può applicare un sedile alto sulla tavoletta di tipo olimpico e poi pretendere di posizionarlo sul fondo del tipo fluviale. Le due cose non sono compatibili. Unica soluzione possibile sarebbe quella di fissarlo con dei perni al fondo per poi poterlo scambiare con altri sedili di diverse levature.Ma l'effetto ottenuto non sarà mai come è ora. In ogni caso credo che tu debba sentire il parere di tutti gli atleti prima di prendere una simile decisione. Rischi di farne uno contento e 10 scontenti. Io devo rendere conto a tutti di quello che faccio e voglio chiarezza assoluta su chi ritiene valida una soluzione o l'altra.
ciao.
Capitaine Paul.

4/12 15:58 - Pescalli scrive
Caro Paolo,
se vuoi davvero fare contenti tutti devi rendere quella canoa potenzialmente utilizzabile da tutti.
Non aggiungo altro. Inoltre se decraticamente è giusto informare tutti, le decisioni nella Sezione di Canoa le prendono in scala gerarchica i vari dirigenti ed incaricati dei settori.
Ciao, Paolo Pescalli

4/12 16:03 - Narra scrive
Paolo nella tua risposta noto una leggera vena polemica, ti posso dire che ho utilizzato l'americana questa primavera ed estate poichè era l'unica olimpica del cus . Ho fatto numerosi bagni e nuotate ma alla fine sono riuscito a farmi anche il giro dell'idroscalo. Mi sono poi comprato un'olimpica mia per poter fare olimpica in maggiore sicurezza nel periodo invernale. Per il provino chiedi a tua moglie che mi ha visto fare anche piu' dei 50 metri da te richiesti. Per quanto riguarda il cambio di sellino io non lo farei poichè a me è servito molto per affinare l'equilibrio e ritengo che per chi avrà voglia di fare gare potrà servire alto.
Roberto

4/12 19:42 - Pellegrini scrive
caro Paolo,
io per fare attività ho bisogno di autonomia tecnica decisionale al di fuori delle logiche di potere che penso non servano a niente.
Io non sono alle dipendenze di nessuno e non eseguo nessun ordine se non lo condivido.
Nella mia attività canoistica ho sempre usato i miei mezzi, non ho bisogno di quelli delle varie società, e così dovrebbero fare tutti quelli che lo possono fare.
E' ovvio che abbiamo diversità di vedute su questo problema.
Se intendi risolverlo gerarchicamente fallo pure.Io trarrò le mie conclusioni.
Ciao.
Capitaine Paul.

4/12 20:39 - Raimondi scrive
e se invece il seggiolino lo togliessimo del tutto? così risolviamo il problema una volta per tutte!e. p.s. ai miei tempi sulla canoa olimpica ci si andava in piedi x fare colpo sulle ragazze!

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