
FORUM
"Sesia Total Run"
la "causticità di Lorenzo Molinari alle stelle!
17/5/10 - Molinari scrive:
Anche la canoa, ormai in piena
decadenza, non sapendo più cosa inventare, dopo aver sceso rivoli che diventano
tali solo dopo piogge monsoniche, centrato minuscole polle saltando da altezze
inverosimili, evitato incastri e cravatte in contorti budelli, segue le tracce
dell'alpinismo, progettando concatenamenti privi - a mio parere - di senso, in
cui viene annullato il fascino di una discesa che proceda anche nei tempi con il
fluire delle corrente e che rimanga in ammirazione delle valli e delle gole in
cui il fiume, con infinita lentezza, si è scavato il suo passaggio.
L'obiettivo di questa cosiddetta impresa è l'esecuzione di 24 "SVELTINE" mordi e
fuggi in val Sesia (24 tratti diversi di 11 fiumi) in un solo giorno, ad opera
di 3 canoisti di indubbio valore.
L'impresa verrà documentata con un cortometraggio della brevità di soli 72
secondi, 3 per ogni tratto.
E' previsto un veloce brindisi poco dopo l'ultimo sbarco al fast food
dell'autostrada.
Buon divertimento per gli amanti delle sveltine, ognuno goda come crede.
Senza pensarci troppo, alla prossima.
Lrnz
Leonori scrive:
Il tuo eccezionale e inimitabile livello di causticità ad alta tossicità mette non in secondo, ma in ultimissimo piano l'oggetto del messaggio!
Pescalli scrive:
...la decadenza segue ogni tentativo
di svellere con la Rivoluzione le vestigia che la precedono...
Chi come me ha vissuto il fenomeno del Canoismo Italiano degli anni a cavallo
dei 1960/70, nipote del Surfismo Calioforniano della fine anni '50, non può che
sorridere di fronte a questa spazzatura, solo con un filo di invidia e di
tristezza, visto che gli anni passano per tutti,
Ammiro il commento e la sofferenza geografico intimista di Molinari, ma mi
ossigeno più volentieri nei giri d'acqua e nei mulinelli
della storiografia politica, della letteratura itinerante americana di Kerouac o
europea di Wenders di "Nel corso del tempo",la sua
" ...ci si sente soli,ci si sente soli anche nell'onda di un fiume..." rimane
per noi canoisti un mito, a questo proposito invito
l'amico Maurizio Bernasconi infortunato di recente sul fiume ed inattivo a
scrivere qualcosa...che dica qualcosa che sia di ...canoa...e pure
il Grande Attore anzi l'Attore Ruggero Dondi che di questa filosofia ha
cnosciuto le iperboli e le metafore e ha nuotato, a lungo causa loro...
al Presidente del CUS il piacere di non perdersi questo dibattito...
à bientòt
Pescalli
Molinari scrive:
Chi fosse interessato ho avviato una
discussione su
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,2662.0.html, (...)
Grazie Paolo delle tue parole che mi hanno immerso in rivoli di pensieri,
ricordi, riflessioni ed emozioni.
Alle acque, Lorenzo
Ruggero Dondi scrive:
Cari canoisti conosciuti e sconosciuti, dal momento che sono stato messo in mezzo, sparerò qualche mirabile perla filosofica. Sulle prime ho stentato a orientarmi tra mail e contro mail, poi mi pare di aver colto il tema del contendere. Se "mi consente" non credo che al mondo ci sia cosa più cretina delle olimpiadi e tra le cose cretine delle olimpiadi la più cretina sono i 100 metri sparati a tutta velocità. Che fretta c'è, dal momento che la nostra vita finisce in meno di un battito di ciglio dell'universo? Capirei se fossero premiati i 100 metri più lenti del mondo. Prendersi il tempo per osservare tutto il meraviglioso che può essere contenuto in uno spazio apparentemente così limitato. E c'è qualcosa di più cretino di un attore che passa la sua vita tentando di dire bene le battute ( ci manca pure che le dica male ché è pagato per dirle bene)?. Si c'è. Un canoista che tenta in un giorno di fare 10550 fiumi. Tomatis, insegnante di matematica, mi ha tolto dai guai alla prima gara sul Brembo. Cadendo dove avevo fatto il bagno io, ha recuperato la mia pagaia ferma in rullo, non ci pensavo neppure a riprenderla, tuffandosi al grido "io mi diverto". Lo stesso Tomatis è stato visto sull'Enza fermarsi a osservare un fiore durante una gara. Penso che avrà giustificata la sua impresa affermando che prima non aveva mai visto un fiore dall'acqua. Il meraviglioso della canoa fluviale è che cambia il punto di osservazione delle cose. Il Guinness dei primati i canoisti lo lascino ai nani, ai forzuti che spaccano cocomeri e ai cursori dei cento metri. Per finire un omaggio al Maestro Amedeo Monetti e ai suoi orchestrali. Domenica alle 21 Milano era impazzita e migliaia di persone hanno invaso la città con striscioni azzurri e neri. Alla sala Verdi del conservatorio una sessantina di musicisti tentavano di farsi sentire da Dio, nel caso fosse in ascolto, davanti a una sessantina di spettatori. Uno per orchestrale. Non faccio commenti. (...). Siate molto felici. Ruggero Dondi.
Molinari scrive:
Condivido quanto scrive Maurizio circa il fatto che ognuno è libero di interpretare la canoa come meglio crede - e ci mancherebbe - e che per una canoa esplorativa che tramonta probabilmente un'altra sta già condensando acque in cui rinascere. Anche se dal nostro attuale punto di vista, o almeno dal mio, ciò non fosse chiaro, non toglie che non potrà esserlo a cosa avvenuta, pertanto ben vengano le novità. Condivido anche la considerazione di Frederik sulla mutevolezza dell'ambiente fluviale e su ciò che ne consegue, per quanto l'acqua giri intorno ai sassi sempre allo stesso modo in ogni fiume. Divertente quanto stimolante la nota di Gange su puntualità e aspetti logistici, temi su cui ci sarebbe molto da imparare, oltre che sulla preparazione dei tre canoisti che si cimenteranno in questa prova. Prova che, al di là delle mie considerazioni, è comunque di incredibile livello. Pertanto buon divertimento e sulla cresta dell'onda ai partecipanti! Circa il fatto che tra qualche lustro i nomi eroici della canoa italiana andranno dimenticati - come ci ricorda Frederik - sarà inevitabile per molti di questi nomi. Tuttavia per quanto si debba centrarsi nel presente, le nostre abilità e le nostre conoscenze fluviali, anche per chi possa credersi autodidatta, derivano dai tanti che hanno segnato con le loro canoe i sassi su cui scivoliamo. Sta a noi mantenerne viva la memoria e le loro imprese, almeno di alcuni in rappresentanza dei molti. Poco prima che morisse Granacci lo incontrai e lo salutai ad una serata di canoa, si era seduto in disparte, appariva come una canoa fuor d'acqua vecchia e rattoppata in vetroresina. Le facce di molti giovani sembravano stupite a vederlo e probabilmente pensavano che fosse in sala per errore o che ne fosse il custode. Se ne andò appena terminò la serata, praticamente nessuno lo aveva degnato di un saluto, giusto qualche anziano altrettanto in disparte, tra i quali riconobbi anche un olimpionico della canoa degli anni '60, d'altronde quasi nessuno penso che lo avesse riconosciuto, per quanto immagino che molti lo conoscessero almeno di nome. Fu un episodio che mi lasciò dell'amarezza, e non fu il solo episodio di questo genere in cui mi ritrovai da spettatore. Mi auguro che ogni volta in cui si organizzino eventi, siano cercati o almeno accolti coloro che prima di noi hanno saputo interpretare, magari a modo loro, anzi senz'altro a modo loro e per questo - come si diceva all'inizio - innovatori nel loro tempo, a cui dobbiamo la passata della nostra pagaia in acqua più di quanto si possa credere, così come io la devo ai miei maestri: - il poliedrico e mecenate Andrea Alessandrini che a 14 anni, insieme a Carlo Testa, mi portò giù da un Sesia gonfio su una sua discesa in vetroresina, abbigliato con calza maglia, vecchio maglione infeltrito, innovativo paraspruzzi ascellare con stecca, giaccaventina senza polsini, casco da hockey e giubbotto tisalvooniente, - Cesare Fioni, già allora detto "nonno", adesso ultraottantenne che si riconosce per la sua ancora perfetta pagaiata quando solca le acque dell'Idroscalo, - Lanciotto Saltamerenda, un nome una garanzia, la cui abilità in canoa su fiume e in mare negli anni '70 aveva pochi eguali. Lorenzo Molinari
Susanna Massaro scrive:
Sui nuovi mondi virtuali basta un
click per dire " a susanna piace questo elemento", una discussione quasi
univoca, mi pare che non saremo molti a tifare per i nostri 3 impavidi eroi in
val sesia. per fortuna.
A presto nei fiumi, tra i colori, con gli amici, nelle osterie delle nostre
belle valli.
Susanna
organizzazione gare
il solito acido dibattito: qui si parla della partecipazione alle prossime gare!
29/1/08 - Molinari scrive:
Il 26 aprile Bobbio, ma siamo sotto i
ponti del 25/4 - 1° maggio in cui probabilmente sarò con la spedizione di Toio a
scendere torrenti in Armenia.
Il 14/6 a Terni, sempre troppo lontano per un w-e (almeno 550 km)
Poi c'è il campionato italiano master il 28/6 e 29/6 a Cuneo a cui non posso
mancare e mi candido
Infine a fine agosto c'è Palazzolo, ma sarò in ferie in quel mentre con
famiglia? E sarò riuscito ad allenarmi ad agosto? Vedremo più avanti per questo
evento.
Ricordo che sono sprovvisto di tutto.
Ciao, Lorenzo
Pellegrini scrive:
Va bene caro Lorenzo,
il cacometro e il reggi palle te lo forniamo noi.
Le tue argomentazioni sono scontate! potresti almeno considerare la Dora e
l'Adda ma in ogni caso va bene, grazie.
Capitaine Paul.
Molinari scrive:
La Dora vuole dire andare in canoa in quel cesso di Ivrea? Ma se ti riferisci a Villeneuve è il 27/7 data prevista pe la nascita di mio figlio e quindi impossibilitato a venire.
Adda quale data? Se ti riferisci al
14/6 si può fare se c'è la gara Master, se è solo senior non mi interessa
gareggiare con gente di 20-30 anni di meno, preferisco fare una discesa
turistica con gente di quella età mi diverto di più, parliamo imparo da loro e
loro da me, ma così serve solo a fare numero e la cosa non mi interessa e non mi
diverte affatto.
Cioa, Lorenzo
Pellegrini scrive:
Va bene come preferisci anche se non condivido una sola parola di qullo che dici!
Leonori scrive:
Mi permetto di dissentire anch'io!
Anche se è una gara senior, noi ci confrontiamo con noi stessi e con gli altri
master partecipanti. In più, è un'occasione per provare un fiume tosto come
l'Adda superiore con il soccorso a disposizione se succede qualcosa.
Però hai ragione quando dici che la situazione barche fa schifo: almeno si
sistemassero i premicosce nel Concorde...
Ma ora che sei ricco te ne puoi comprare una anche tu, magari usata!
Pellegrini scrive:
Ti ricordo che sull'Adda il soccorso
è fatiscente, empirico e insufficiente vedi quello che è capitato a Ilari.
Il primo e unico soccorso dobbiamo farcelo da soli.
Come quando al largo della Corsica io e il vecchio Pesca semiaffondati abbiamo
inutilmente chiamato la guardia costiera.
Ma il vecchio Pesca come mai non ci supporta con un suo parere?
Grazie comunque per il tuo parere che condivido pienamente.
Qualcuno potrebbe anche arrangiarsi e avvitare due viti sul premicosce del
Comcorde.
Ora bando alle ciance ci misureremo a pagaiate sulle rapide!
salutoni a tutti.
Capitaine Paul.
Pescalli scrive:
...e remate...i branchiosi pesci
attendono ansiosi il vostro ossigenante contributo...
il Pesca
K1 o "scassa 1"?
acido ma simpatico dibattito sul corretto
assetto per un nostro K1 olimpico!
30/11/06 11:48 - Pellegrini scrive
Sabato 03-12-06, alle ore 15,00 allenamento per preparare il Gran Prix
10.000 mt. del 17-12-06, siete tutti invitati a partecipare un uscita di
massa fa sempre bene! Vorrei anche indicazioni su chi sarà disponibile a
partecipare alla gara in programma. Verranno provate le canoe, controllati i
materiali e formati gli equipaggi.
Per ora la squadra base sarà formata da:
Paolo Pescalli K1 OLIMPICO.
Paolo Pellegrini K1 OLIMPICO.
Riboldi Sergio K1 OLIMPICO.
Ilaria Riva K1 OLIMPICO.
Debora de Pasquale. K1 Olimpico.
Nota bene gli atleti Pellegrini-Riboldi correranno ancora per
laProvictoria essendo la pratica di passaggio societario in fase di
definizione.
L'allenatore.
Paolo Pellegrini.
3/12 12:30 - Pescalli scrive
La canoa americana del cus è operativa?
la proverei per la gara con il seggiolino originale ,quello basso è già sulla
canoa?
fammi sapere, ciao, Paolo.
3/12 14:26 - Pellegrini scrive
Se vuoi provare l'americana provala così come è stata assettata da vostre
richieste, il seggiolino è solo alto e non modificabile.
Ciao.
Paolo.
3/12 14:38 - Pescalli scrive
... io non ho richiesto niente, dov' è il seggiolino originario, si potrà
rimettere, spero!
Non mi sembra una buona cosa modificare una canoa solo per l'uso di una persona
o di una tipologia di situazioni.le canoe del CUS devono poter essere messe
nella condizione di essere usate da chi lo può e lo deve fare.
Settaggi personali non sono concessi esempio che vale per tutti il puntapiedi
"saldato" in una unica posizione!
ciao, paolo
4/12 13:17 - Pellegrini scrive
Facciamo un pò di chiarezza una volta per tutte:
che cosa è un k1 olimpico da competizione:
le caratteristiche tecniche devono essere la leggerezza minimo kl.11,00 per la
velocità, libero per la maratona, la dimensione, la lunghezza regolamentare mt
5,18, l'assetto regolabile e qui voglio precisare che il punta piedi è
regolabile ma il sedile come io l'ho venduta al cus era previsto di tipo
fluviale. Come mai è stato messo il sedile da competizione olimpica,
esclusivamente per renderla più competitiva e idonea ad essere catalogata come
tutti gli altri K1 olimpici una canoa in linea con le altre. L'americana ha
tutte le caratteristiche di un k1 da competizione.
Il mio intervento sul sedile è stato fatto gratuitamente e ti garantisco che è
un lavoro laborioso di almeno una giornata.
Detto intervento si è reso necessario per le insistenti richieste di molti
atleti, che io tengo sempe in massima considerazione non è stata una mia
decisione arbitraria.
Ora se vuoi farla tornare come prima non c'è problema. Io però sono contrario
perchè chi vuole fare olimpica seriamente deve passare al sedile alto prima o
poi meglio comunque nel breve periodo. Tu mi chiedi il sedile basso è come se a
una ferrari montassi le ruote della cinquecento.
Quello di cui tu mi accusi è esattamente quello che vuoi fare per tè, ossia
strutturare una canoa che va benissimo persino a un Roberto Narra, che considero
un ottimo atleta, per renderla poco competitiva nel lungo termine per i futuri
atleti.
Dunque se devo fare il lavoro chiedo anche un parere agli altri atleti primo fra
tutti il grande maestro Lorenzo, che tiro in causa.
Dopo di che ditemi cosa volete fare ma sia chiaro che: l'intervento mi deve
essere retribuito e il lavoro non è reversibile.
I tempi per l'eventuale intervento sono lunghi, lo posso fare quando avrò
tempo,ma non è di certo possibile per queste gare di dicembre.
Mi sembra che stia diffondendo un strana fobia pre gara!
La mia disponibilità ad aiutare la sezione c'è in primo luogo a Debora ho
prestato una Traser semi nuova. Se tu vuoi ti posso prestare il kliver o altro
mezzo se vuoi anche gonfiabile per tuo uso personale.
Tutte le canoe di mia proprietà sono a tua disposizione per la gara del 17
scegli tu quale preferisci e anche in futuro come daltronde è sempre stato anche
in passato.
Per venire incontro alle esigenze di atleti alle prime armi bisogna acquistare i
ks da scuola, come da mesi richiedo, non di certo bisogna cassare l'unica canoa
che abbiamo a disposizione. Poi finiamola con queste frignacce da donnicciole e
mettiamoci a pagaiare come sempre abbiamo fatto con tutti i mezzi a
disposizione.
Cordialmente.
L'allenatore.
Pellegrini Paolo.
4/12 15:02 - Pescalli scrive
caro Paolo,
non è che ogni volta che c’è una questione ci sia bisogno di un plebiscito!
La regola generale per tutte le canoe del CUS è che non devono essere
personalizzate, ma devono essere poter rese utilizzabili da tutti, qualsiasi
peso,età e capacità essi abbiano.
La canoa in questione và ripristinata nelle sue condizioni iniziali, con la
eventuale possibilità di adattare, come per tutte le canoe olimpiche un sedile
differente. L’operazione è a carico della Sezione.
Punto.
Saluti, Paolo Pescalli
4/12 15:23 - Riva scrive
Esprimo il mio parere di atleta, premettendo che quando mi son iscritta io alla
sezione agonistica il sellino del K1 americano era già alto.
Il seggiolino alto è una caratteristica delle canoe olimpiche. Direi quasi che
il sellino basso, è una “distorsione”… fluviale. Nell’olimpica non esiste il
sellino basso. Mi rendo conto che è più facile utilizzare una canoa olimpica col
sedile basso, ma penso che con un po’ di impegno si riesca ad avere risultati
anche col sedile alto, e le potenzialità di risultato sono sicuramente maggiori
col sedile alto. Certo, col sedile basso è tutto più facile… ma poi, quando si
inizia a far risultato si ambisce sempre a qualcosa in più, cioè a qualche
secondo in meno, e poi da lì nasce l’esigenza di mettere il sellino alto…
Non si tratta di una personalizzazione… si tratta di competitività… tant’è che
così chiunque la può utilizzare….
Abbiamo una canoa che così com’è ha notevoli potenzialità… Secondo me è un
peccato metterci il sellino basso, anche in vista di futuri-ambiziosi atleti…
4/12 15:25 - Pescalli scrive
…inoltre è naturalmente benvenuto il parere del Grande Molinari, di cui ho
autorizzato la iscrizione all’AMATORIALE…
Per quanto concerne il NOBILE Narra lo aspetto per un provino su una distanza
superiore ai 50 metri sull’Americana…
Grazie.
Pescalli
4/12 15:41 - Molinari scrive
Mi associo in toto a quanto scritto da Ilaria (e a dire il vero il sellino
dell'Americana non è neppure alto, quelli alti sono un'altra cosa, lo riterrei
di media altezza e quindi adatto a tutti sia in termini di capacità tecniche
richieste a un agonista sia di altezza del tronco).
Ciao a tutti , Lorenzo
4/12 15:46 - Pellegrini scrive
A parte che l'americana è nata dalla fabbrica proprio con il sedile alto, e solo
modificata da mè in un secondo tempo.
Ma in ogni caso non si può applicare un sedile alto sulla tavoletta di tipo
olimpico e poi pretendere di posizionarlo sul fondo del tipo fluviale. Le due
cose non sono compatibili. Unica soluzione possibile sarebbe quella di fissarlo
con dei perni al fondo per poi poterlo scambiare con altri sedili di diverse
levature.Ma l'effetto ottenuto non sarà mai come è ora. In ogni caso credo che
tu debba sentire il parere di tutti gli atleti prima di prendere una simile
decisione. Rischi di farne uno contento e 10 scontenti. Io devo rendere
conto a tutti di quello che faccio e voglio chiarezza assoluta su chi ritiene
valida una soluzione o l'altra.
ciao.
Capitaine Paul.
4/12 15:58 - Pescalli scrive
Caro Paolo,
se vuoi davvero fare contenti tutti devi rendere quella canoa potenzialmente
utilizzabile da tutti.
Non aggiungo altro. Inoltre se decraticamente è giusto informare tutti, le
decisioni nella Sezione di Canoa le prendono in scala gerarchica i vari
dirigenti ed incaricati dei settori.
Ciao, Paolo Pescalli
4/12 16:03 - Narra scrive
Paolo nella tua risposta noto una leggera vena polemica, ti posso dire che ho
utilizzato l'americana questa primavera ed estate poichè era l'unica olimpica
del cus . Ho fatto numerosi bagni e nuotate ma alla fine sono riuscito a farmi
anche il giro dell'idroscalo. Mi sono poi comprato un'olimpica mia per poter
fare olimpica in maggiore sicurezza nel periodo invernale. Per il provino chiedi
a tua moglie che mi ha visto fare anche piu' dei 50 metri da te richiesti. Per
quanto riguarda il cambio di sellino io non lo farei poichè a me è servito molto
per affinare l'equilibrio e ritengo che per chi avrà voglia di fare gare potrà
servire alto.
Roberto
4/12 19:42 - Pellegrini scrive
caro Paolo,
io per fare attività ho bisogno di autonomia tecnica decisionale al di fuori
delle logiche di potere che penso non servano a niente.
Io non sono alle dipendenze di nessuno e non eseguo nessun ordine se non lo
condivido.
Nella mia attività canoistica ho sempre usato i miei mezzi, non ho bisogno di
quelli delle varie società, e così dovrebbero fare tutti quelli che lo possono
fare.
E' ovvio che abbiamo diversità di vedute su questo problema.
Se intendi risolverlo gerarchicamente fallo pure.Io trarrò le mie conclusioni.
Ciao.
Capitaine Paul.
4/12 20:39 - Raimondi scrive
e se invece il seggiolino lo togliessimo del tutto? così risolviamo il problema
una volta per tutte!e. p.s. ai miei tempi sulla canoa olimpica ci si andava in
piedi x fare colpo sulle ragazze!